L’arte commestibile di Daniel Spoerri

24 Giugno 2015

Daniel-Spoerri-Eat-Art-in-Transformation-Chiasso

Nell’anno dell’Expo 2015 dedicata al tema dell’alimentazione, inutile dire che cibo e nutrimento – anche in senso figurato – sono i temi che più ricorrono nel dibattito culturale italiano. Il museo m.a.x. di Chiasso, località così vicina al confine con l’Italia, con la corposa mostra retrospettiva Eat Art in Transformation si inserisce nel discorso chiamando in causa l’artista svizzero Daniel Spoerri, riferimento imprescindibile in qualsiasi riflessione che colleghi arte contemporanea e cibo.

Spoerri è il fondatore di una corrente artistica che ha definito non a caso Eat Art. Già dal 1967, l’artista svizzero ha avviato con la sua poetica un’indagine sui principi fondamentali della nutrizione, anche in rapporto alla dimensione spirituale dell’uomo.
Celebri sono infatti le “tavole verticali” create da Daniel Spoerri nel corso della sua carriera: stoviglie, bicchieri, posaceneri con sigarette, avanzi di cibo che vengono sottratti allo scorrere del tempo e chiusi in teche di vetro, cristallizzando il momento del pranzo – o della cena – in un rito che non è più una banale prassi quotidiana, ma assume una connotazione simbolica.

Una dopo l’altra, queste opere catturano ciascuna un attimo destinato altrimenti a passare inosservato, sbrigativamente catalogato come semplice necessità fisiologica: bisogna mangiare per vivere. Invece, nei tableaux-pièges (quadri-trappola, letteralmente) di Spoerri resta non soltanto il cibo, ma tutta una costellazione di oggetti conviviali che testimoniano un ordinamento culturale e sociale della nostra vita.
Le tavole verticali di Daniel Spoerri si offrono così come opere paradossali: mentre cercano di completare il passaggio evolutivo del rito del nutrirsi – da atto per la sopravvivenza a rituale slegato dalla quotidianità – finiscono per consumarsi e deteriorare davanti agli occhi degli stessi spettatori. Offrendosi così come spunto di riflessione, su quanto di ancestrale (e materiale) sopravviva nella nostra vita, a dispetto di ogni convenzione.