David Chipperfield. Un museo per Milano

29 Luglio 2015

David Chipperfield Mudec Milano

Prosegue la serie di incontri con i più famosi volti dell’architettura contemporanea, in conversazione con il collega Stefano Boeri. Sullo sfondo, lo Skyline di Milano, terreno di intervento da parte dei sei professionisti del settore che, in ciascuna delle puntate monografiche, raccontano il proprio legame con l’architettura urbana della metropoli lombarda.

Domani le telecamere di Sky Arte HD saranno puntate su David Chipperfield, voce narrante dell’appuntamento con Skyline – Architetti per Milano, in onda domani sera in prima visione. Londinese di nascita, Chipperfield è autore di edifici istituzionali, pubblici e privati conosciuti in tutto il mondo – dal Museo Jumex messicano al quartier generale di Le Monde a Parigi fino ai flagship store delle più importanti maison della moda, come Dole & Gabbana e Valentino. Curatore della 13esima Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, il suo legame con l’Italia non ha smesso di rafforzarsi.

È sua infatti la firma apposta sul progetto architettonico del MUDEC – il Museo delle Culture di Milano – recentemente inaugurato in Zona Tortona, nell’area Ex Ansaldo, dopo che Chipperfield si era aggiudicato il concorso internazionale di riqualificazione. L’architetto parlerà proprio di questa vicenda nel corso della chiacchierata in onda domani, illustrando a Boeri e al pubblico la necessità di creare una sede museale che, grazie ad una struttura ad anello, potesse accogliere al centro stimolanti incontri fra persone, culture e idee.

Inaugurato lo scorso marzo, una ridda di polemiche ha accompagnato l’apertura del MUDEC, con la minaccia dell’architetto di disconoscere il progetto. Raggiunto da Boeri all’indomani della pubblicazione del suo dissenso sulla stampa internazionale, i toni di Chipperfield sono rimasti accesi: “L’ultima volta che ci siamo visti, eravamo tutti piuttosto contenti di come il progetto fosse stato risolto. Invece ormai tutti sanno che non sono soddisfatto del pavimento… Parliamo di 5.000 metri quadrati di pietra la cui posa non è stata controllata! Si tratta di arroganza, di pigrizia ma non di soldi. Questo è ciò che più mi ha dato fastidio”. Al netto delle polemiche, Milano conta un nuovo progetto architettonico sviluppato da uno dei maestri del settore, confermandosi uno stimolante scenario di sperimentazione.