Da Michelangelo a David LaChapelle

28 Maggio 2015

David LaChapelle posa per i fotografi durante l'anteprima stampa della mostra 'Dopo il Diluvio',curata da Gianni Mercurio a Palazzo delle Esposizioni a Roma, il 29 aprile 2015. Foto: GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images

È possibile identificare un elemento che accomuna le opere pittoriche di Michelangelo alle provocatorie, eccessive fotografie di David LaChapelle? A darci la risposta, venerdì sera sarà lo Speciale dedicato all’artista contemporaneo, protagonista di una grande mostra in corso al Palazzo delle Esposizioni di Roma.

Curata da Gianni Mercurio, l’esposizione s’intitola non a caso David LaChapelle, dopo il Diluvio perché, proprio a partire dalla monumentale serie del 2006 intitolata The Deluge e ispirata al grande affresco di Michelangelo all’interno della Cappella Sistina, il fotografo compie una svolta radicale nella propria produzione artistica.

Non più destinate alla pubblicazione su riviste fashion o nell’ambito di campagne pubblicitarie, le successive opere di LaChapelle assumono inedite caratteristiche estetiche e concettuali. Scompare la fisicità umana, prima dominante, cedendo il posto a paesaggi urbani e industriali, come in Gas Stations e Land Scape, abbacinanti nei colori ma meno improntati allo shock rispetto ai lavori precedenti.

Per consentire al pubblico di comprendere fino in fondo la poetica dell’artista, ritroveremo in mostra anche una selezione di opere “delle origini”, tra cui spiccano i ritratti delle star di musica, moda e cinema, che hanno portato LaChapelle al successo nel decennio tra il 1995 e il 2005. Insieme alle fotografie che raffigurano i personaggi dell’immaginario contemporaneo, lo Speciale presenta le opere più surrealiste dell’artista prima della “conversione”; scene dove temi religiosi, citazioni alla storia dell’arte e del cinema si mescolano in un mash-up assolutamente in linea con l’estetica di tutto il tardo Novecento, nella musica come nell’arte, dove nulla si inventa e tutto si ri-crea in una caleidoscopica girandola di sbalorditive combinazioni.