Deep Purple a Montreux, il rock torna a casa

20 novembre 2012


Dici Jimi Hendrix e pensi a Woodstock. Dici Queen e pensi a Wembley. Dici Deep Purple e la mente, automatica, corre nella verde e placida Svizzera fino al pacifico specchio del lago di Ginevra. Incendiato dall’onda sonora di una delle più grandi band hard-rock di tutti i tempi. Ogni grande gruppo, ogni rock-star, elegge un palcoscenico a proprio luogo simbolo; legando per sempre la propria immagine ad un punto particolare sulla mappa della musica. Per i Deep Purple questo luogo è Montreux.

La prima volta nel 1969, la più recente nel 2011: sono sei le partecipazioni della band ad un festival nato come rassegna jazz, ma capace ben presto di abbracciare ogni genere musicale. Indimenticabile la performance offerta dal gruppo nel 2006, quando Gillian e soci sono chiamati in veste di headliner: un onore cui i Deep Purple rispondono sfoderando una prestazione maiuscola, raccontata in tutta la sua carica travolgente da Sky Arte HD.

La line-up non è quella originale, ma poco ci manca: tolto  Ritchie Blackmore, sostituito alla chitarra dai virtuosismi di Steve Morse, ad esibirsi sono gli stessi Deep Purple che hanno calcato la scena nel lontano ’69. La voce cristallina di un eterno Ian Gillian, che a dispetto dell’età mantiene inalterato il suo shout; il martello di Ian Paice alla batteria e il tappeto di Roger Glover al basso: un combo di potenza eccezionale.

In scaletta pezzi che sono rimasti tatuati nella memoria collettiva, da “Space Truckin’” a “Strange kind of woman”. Fino all’imprescindibile “Smoke on the water”, introdotta da uno dei riff più conosciuti del rock. Un pezzo legato a doppio filo a Montreux: è l’incendio che ne ha devastato il Casinò nel 1971, a margine di un concerto di Frank Zappa, ad ispirare i Deep Purple per la scrittura di un brano che resterà, per sempre, nella storia della musica.