Demetrio Stratos. Suonare la voce

13 giugno 2014


Difficile che il documentario dedicato a un musicista si discosti dal consueto copione. Quello che mette in luce da un lato la parabola artistica, dall’altro la sua esperienza di vita. Il carattere dell’uomo, i piccoli e grandi segreti, il rapporto più intimo con la condizione della celebrità. Difficile ma non impossibile trovare un’ulteriore chiave di lettura. Se oggetto dell’indagine è una tra le figure più eclettiche che la musica leggera italiana abbia mai conosciuto.

Non è stato semplicemente un cantante, Demetrio Stratos, scomparso a New York 35 anni fa oggi. Ma un autentico atleta della musica, capace di spingere la propria vocalità verso estremità per chiunque altro impensabili. È dunque La voce Stratos ad essere protagonista del racconto firmato da Luciano D’Onofrio e Monica Affatato, pazienti nel rintracciare materiali d’archivio inediti, rigorosi in una ricerca che si avvale della collaborazione di foniatri e otorini di fama internazionale. Invitati a spiegare dal punto di vista scientifico la straordinaria unicità di un’esperienza artistica sconvolgente.

Il tutto in un contesto, quello degli Anni Settanta, evocato in modo puntuale e appassionato. Perfetta la ricostruzione del panorama storico e sociale, fedele la restituzione di ciò che Stratos e i suoi Area rappresentano per un periodo in cui la musica è prima valvola di sfogo per una generazione in crisi. Sono gli anni delle contestazioni, delle occupazioni, della partecipazione attiva dell’intellettuale alla vita del Paese. Un impegno, quest’ultimo, a cui Stratos non si sottrae. Anzi.

A ricordare la portata della sua figura sono, naturalmente, i suoi compagni di avventura. Paolo Tofani, Ares Tavolazzi e Patrizio Fariselli, protagonisti dell’avventura degli Area; ma anche Patrick Djivas, che partecipa alle prime uscite della band salvo accasarsi, di lì a poco, con la PFM di Franz Di Cioccio. E poi musicisti del calibro di Mauro Pagani e Diamanda Galas, fino ad arrivare a raffinati filosofi come l’artista Nanni Balestrini.

La curiosità – Di chi sono i brani degli Area? Ufficialmente… non degli Area! Poiché il gruppo non è iscritto alla SIAE i pezzi contenuti nel celebre album d’esordio Arbeit Macht Frei  sono depositati a nome Farinelli. Non si tratta di Patrizio, tastierista del gruppo, ma di suo padre Terzo, titolare di un’orchestra di liscio.