Derek Jarman, mister Super8

19 Novembre 2014


Esagerato, controcorrente, irriverente; allergico ai conformismi e votato alla sperimentazione più avanguardista: maestro di un cinema che diventa scatola magica dove frullare colti riferimenti filosofici e visioni schiettamente pop, provando a raccontare con squisita originalità tutte le feroci contraddizioni della contemporaneità. La sfuggente e magnetica figura di Derek Jarman è al centro di una nuova serata all’insegna di RaroArte.

Nuova preziosissima lezione di cinema quella che ci regala Gianni Canova, tra i più importanti critici italiani, nell’introdurre alcuni tra i più importanti lavori del compianto regista inglese, scomparso nemmeno cinquantenne nel 1994. Una personalità fortissima quella di Jarman, uno stile unico il suo: che emerge nella collezione di cortometraggi che propone Sky Arte, gemme dimenticate che valgono come intense dichiarazioni di poetica.

È stato paragonato per innovatività del linguaggio a Pier Paolo Pasolini, per follia visuale alla stagione surrealista di Buñuel: Jarman è però, inconfutabilmente, Jarman. Troppo peculiare il suo percorso creativo per poter essere imbrigliato negli schemi degli –ismi  e per poter essere ingabbiato nella rete degli apparentamenti; troppo libera la sua concezione del cinema, medium a cui arriva dopo essersi espresso come pittore, scenografo e scrittore, trovando qui – nella casa della settima arte – la sua collocazione più congeniale.

Canova ci guida nell’immaginario di un artista vero, totale. Spiegandoci come l’insistito ricorso al Super8, a tecniche di ripresa tanto lo-fi da suonare quasi amatoriali, siano matura e con sapevole scelta narrativa: quanto più l’immagine è grezza, sporca, selvaggia tanto allora si rivela immediata, genuina, autentica. In una parola: reale. È così cinema-verità quello di Jarman, ma di una dolorosa verità intima e privata.

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La curiosità
– Un pioniere del videoclip: Derek Jarman è considerato figura determinante per fissare i canoni del genere, sperimentando questo linguaggio espressivo fin dai suoi esordi. Memorabili i suoi lavori a fianco di Smiths e Pet Shop Boys.