La sfida artistica del Novecento

23 Marzo 2015


Se di recente vi abbiamo raccontato – attraverso una delle nostre Grandi Mostre – della relazione artistica e personale tra Yves Klein e l’italiano Lucio Fontana, stasera l’autore francese incrocerà sulla sua strada un altro artista del Bel Paese, Piero Manzoni.
Nella puntata di Destini Incrociati Hotel dedicata ai due Ragazzi Terribili dell’arte di metà Novecento, scopriremo come Manzoni darà inizio a una silenziosa, ma non per questo meno avvincente sfida nei confronti di Yves Klein. A raccontarci tutta la storia ci penseranno le animazioni dell’originale programma giunto alla terza stagione, sempre in esclusiva per Sky Arte HD.

Siamo negli anni Cinquanta, in quella “Milano da bere” che per gli artisti è più frizzante di uno spritz. Lo sa bene Piero Manzoni, enfant prodige dell’arte meneghina a cui non sfugge nessun vernissage in città. Nel gennaio del 1957 inaugura appunto una mostra del francese Yves Klein, Proposte monocrome. Epoca Blu.

Manzoni è amante del monocromo come il suo collega d’oltralpe, da cui rimarrà semplicemente folgorato. Nel suo Manifesto contro lo stile, l’artista italiano dichiara senza mezzi termini che “le proposizioni monocrome di Yves Klein” sono le “ultime forme possibili di stilizzazione”.
Un rivoluzionario, com’è stato Piero Manzoni per l’arte contemporanea, poteva forse ammette la bravura dell’artista francese… e non provare a superarlo? Domanda retorica, naturalmente, perché è da qui che infatti ha inizio la vera sfida poetica.

Ai monochromes di Klein, Manzoni risponde con i suoi achromes: opere che negano tutti i colori, attenendosi al candore – anche concettuale – del bianco più assoluto. Come spiegherà Achille Bonito Oliva in uno dei suoi scritti critici, le superfici bianche dell’artista meneghino “organizzano una porzione di spazio rinviante soltanto a se stesso”.
Di certo, le opere di Manzoni proveranno a “tagliare fuori” dal dibattito artistico quelle di Klein, in un confronto indiretto tra i due geni creativi.

La curiosità – Dal monocromo alle modelle dipinte, la ricerca di Yves Klein si è focalizzata anch’essa sulla purezza, ma del pigment pur. Tra tutte le colorazioni che Klein ha cercato di presentare nella loro essenza, slegate da qualsiasi esigenza rappresentativa, il blu ha sempre occupato un posto speciale. Un blu a sua volta speciale, essendo una particolare tonalità realizzata e brevettata da Yves Klein in persona: si tratta appunto dell’International Klein Blue, un oltremare molto profondo e di notevole impatto visivo.