Di tutto un … pop!

27 maggio 2013


Qual è la forma di linguaggio più diffusa della contemporaneità? La pubblicità, naturalmente: fruita in maniera spesso inconsapevole, legata a codici di comunicazione diretti, immediati, comprensibili a tutti. Cosa succede se l’arte si appropria di quegli stessi codici, portando il tema del confronto sul campo della società dei consumi, del prodotto, della massificazione? Capita che nasca una delle stagioni più incredibili e affascinanti della storia. Tra serio e faceto si entra nell’ammiccante e scintillante universo della Pop Art.

Si trasforma nell’eccitante factory di Andy Warhol lo studio de L’arte non è Marte, la serie che accompagna i più piccoli, grazie al gioco, alla scoperta dei più importanti movimenti della storia dell’arte, incontrando nei più ricchi musei italiani i grandi maestri di ieri e di oggi. Sotto la guida di Mario Torre i giovani protagonisti sono chiamati a creare ed imparare divertendosi, in un dialogo strettissimo con capolavori senza tempo.

È stata una delle parentesi creative più importanti del ventesimo secolo, la Pop Art: un periodo che per la sua capacità di cambiare le carte in tavola ha segnato in modo indelebile la contemporaneità. Impossibile affrontare l’argomento senza una tappa al Museo del Novecento di Milano, teatro di una recente retrospettiva dedicata a Andy Warhol: dalle icone del cinema e dello sport degli Anni Sessanta fino alla mitica lattina di zuppa Campbell, ecco l’universo immaginifico e visionario di una star dell’arte.

I suoi ritratti? “Non sono documenti del presente, ma icone in attesa di futuro” : così David Bourdon ha spiegato con straordinaria lucidità la capacità di Warhol di leggere il presente e consegnarlo all’eternità. Da Liz Taylor a Marilyn Monroe, passando per Muhammad Alì: al Museo del Novecento prende vita una eccezionale galleria di personaggi, tra i quali smarrirsi per poi ritrovarsi.

La curiosità – Amatissimo Andy Warhol, figura di rilevanza indiscutibile. Ma anche odiato e disprezzato per ciò che, in tempi di forte impegno sociale e arte militante, il suo lavoro rappresentava in termini di lettura critica della civiltà dei consumi. È il 3 giugno 1968 quando Valerie Solanas, artista e arrivista, attenta a colpi di pistola alla vita di Warhol e del suo compagno dell’epoca: entrambi riusciranno a scampare il pericolo, ma Andy porterà per sempre sul proprio corpo i segni dell’aggressione.