Dietro le quinte del Carnevale di Venezia

28 Ottobre 2013


Per una notte all’anno il tempo va in cortocircuito. Il presente arresta la propria corsa, il passato torna con la sua carica di magia nelle misteriose e affascinanti atmosfere di una Venezia mai così suadente. Sui motoscafi che sfrecciano lungo il Canal Grande è un tripudio di parrucche e tricorni, maschere e lussuosi broccati; dietro le finestre dei più lussuosi palazzi della città le fiammelle delle candele riverberano all’unisono con gli schemi digitali dei light-designer. È Carnevale.

Doppia esclusiva quella riservata alle telecamere di Sky Arte HD. Che non solo hanno l’opportunità di documentare una delle feste più esclusive tra quelle che si tengono ogni anno in Laguna, ma riescono anche a svelare i segreti che si celano dietro la preparazione di un evento tanto unico. Un capolavoro di arte e artigianato, che coinvolge tecnici e scenografi, coreografi e costumisti: uno spettacolo noto nel mondo con il nome de Il Ballo del Doge.

Per capire la rilevanza di un evento giunto, nel 2013, alla sua ventesima edizione, è sufficiente scorrere l’elenco degli invitati. Passando dalla regina della moda Marta Marzotto a Zucchero “Sugar” Fornaciari, arrivando a Eva Cavalli e Goga Ashkenazi; fino al jet-set dell’alta finanza internazionale e a nobili sceicchi. Un ballo in maschera dedicato al tema dell’amore: inteso nella sua accezione più ampia, spaziando dall’eros alla passione.

Cantanti d’opera e maschere della commedia dell’arte, intriganti ballerine di burlesque e virtuosi musicisti: nelle sale barocche di Palazzo Pisani Moretta va in scena un mondo da sogno. Nel quale veniamo accompagnati da Morgan Witkin, brillante giornalista americana scelta come madrina della serata: a lei il compito di violare il segretissimo backstage dell’evento, rivelando la minuziosa cura del dettaglio che si cela dietro un appuntamento dal fascino assoluto.

La curiosità – Una tradizione millenaria quella del Carnevale di Venezia. Se è vero che la prima testimonianza di divertimenti pubblici, con l’uso più antico dello stesso termine “carnevale”, risale a un documento redatto dal doge Vitale Falier nel 1094. È di due secoli dopo la legge che stabilisce, nella Serenissima, la festività del giorno antecedente la Quaresima: culmine di un periodo di festa che partiva il 26 dicembre, protraendosi dunque in origine per circa sei settimane.