Il DNA dell’arte italiana. Alla Biennale di Venezia

23 Giugno 2015

Nicola Samorì, Codice Italia - Padiglione Italia, Biennale d'Arte di Venezia 2015

Se la Biennale d’Arte di Venezia rappresenta l’appuntamento storicamente più rilevante con le tendenze dell’arte contemporanea a livello internazionale, il Padiglione Italia allestito all’Arsenale diventa allora l’occasione per fare il punto sullo stato dei linguaggi visivi nel nostro Paese.

Quest’anno, il compito di curare la mostra italiana alla 56. Esposizione Internazionale d’Arte è stato affidato a Vincenzo Trione, che ha incentrato la sua esposizione Codice Italia sul tema della memoria storica.
Dal momento che non si dà presente – e neppure futuro – senza delle salde radici culturali; visto che l’Italia ha in tal senso una delle tradizioni artistiche più longeve e strutturate del mondo occidentale, Codice Italia raccoglie 15 artisti che nonostante le diversità – anagrafica, geografica, tecnica – hanno tutti intrapreso un dialogo con la millenaria storia nazionale. Come ha ben spiegato lo stesso Vincenzo Trione già alla presentazione della mostra, tratto comune di questa indagine artistica è “quello di rifiutare la Damnatio Memoriae” e, invece di cancellare memoria e tradizioni in nome del progresso artistico, lavorare proprio sulla loro persistenza nel presente.

L’essere artisti italiani, il codice artistico che distingue la nostra “scuola” nazionale, passa allora per la conoscenza della stessa storia dell’arte italiana. A riprenderne singoli tratti o suggestioni sono autori appartenenti a diverse generazioni, dal più anziano Aldo Tambellini al giovane Luca Monterastelli. Tra i due estremi ci sono Jannis Kounellis, Mimmo Paladino, Paolo Gioli, Claudio Parmiggiani, Marzia Migliora, Vanessa Beecroft, Andrea Aquilanti, Antonio Biasiucci, Nino Longobardi, Giuseppe Caccavale, Nicola Samorì, Francesco Barocco, il duo Alis/Filliol.

Ad omaggiare il nostro Paese anche tre celebri artisti stranieri, con apporti che vivificano la mostra dedicata all’Italia, già per il semplice motivo che il trio guarda alla nostra storia dal punto di vista di un osservatore esterno. Sarà proprio uno di loro, Peter Greenaway, ad aprire con un’intervista il documentario che martedì 23 giugno Sky Arte HD dedica al Padiglione Italia; dopo di lui, a raccontarci Codice Italia saranno lo stesso curatore, gli artisti italiani invitati e gli altri due autori “ospiti”, William Kentridge e Jean-Marie Straub.