Giappone, tra arte e spiritualità

29 Ottobre 2015


Quando si pensa all’arte dell’Estremo Oriente, non un artista ma un’opera in particolare viene subito evocata dalla nostra immaginazione: è La grande onda di Kanagawa, un’iconica xilografia in stile ukiyo-e (un genere di stampe popolari che in Giappone si diffusero durante il Periodo Edo, ovvero fino a fine Ottocento). Subito dopo aver visualizzato questa potente immagine, probabilmente sapremo anche indicarne l’autore, Katsushika Hokusai, il più famoso artista visivo della sua generazione e uno dei primi a divenire celebre anche in Occidente.

Quello che forse tuttora sfugge al pubblico, invece, è l’incredibile ricchezza della vita e della carriera artistica di Hokusai, che sabato 31 ottobre aprirà la nostra Asian Night.
Se abbiamo ben presente alcuni dei suoi più famosi lavori, infatti, è quasi impossibile conoscerli tutti: il prolifico pittore e incisore ha lasciato un’eredità di oltre 30mila opere, senza contare i libri che ha illustrato e – persino – i dipinti a olio da lui firmati.
Personalità esuberante anche nella vita privata, sabato sera Sky Arte HD ci permetterà di conoscere – e riconoscere – i suoi tratti distintivi, grazie alla compagnia dei conoscitori giapponesi di Hokusai, i soli capaci di decifrare a fondo l’estesa simbologia presente nella sua produzione artistica.

A proposito di storie di vita dalle implicazioni universali, nel corso della nostra notte asiatica non potevamo esimerci dal “visitare” un altro personaggio che ha ispirato generazioni di artisti, ma anche e soprattutto intere società. Grazie alla regia di David Grubin – già vincitore di ben 10 Emmy – e un narratore d’eccezione quale Richard Gere, in seconda serata conosceremo Buddha – La vera storia.

Il dettagliato documentario, diviso in due parti, avrà inizio alle pendici dell’Himalaya, nel sud del Nepal. È qui che Siddhartha Gautama vedrà la luce, qui che vivrà – da figlio di un re qual era – per 29 anni: nell’agio e nel lusso, accortamente protetto dalle brutture del mondo esterno. A cambiare il corso della sua esistenza – e quello di milioni di seguaci a venire – sarà proprio l’incontro con i dolori che sono connaturati alla vita umana: la vecchiaia, la malattia, la morte.
Profondamente turbato dal triste destino che accomuna tutte le esistenze terrene – ricchi e poveri, piante e uomini – Siddhartha abbandona la sua principesca condizione per intraprendere un lungo, sofferto cammino spirituale al termine del quale raggiungerà l’Illuminazione. Comprenderà cioè la natura profonda della sofferenza, trovando con l’accettazione anche il risveglio spirituale, che permette all’uomo di raggiungere la pace e la serenità: trascorrerà il resto della sua esistenza terrena a insegnare ai suoi compagni, attraverso lezioni e il suo stesso esempio concreto, come divenire Buddha.

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