Il corpo dell’arte. Nelle parole di Antony Gormley

22 Luglio 2015

Antony Gormley, HUMAN, Forte di Belvedere, Firenze

L’estate fiorentina accoglie la straordinaria creatività di uno dei più rinomati scultori viventi, Antony Gormley. È dedicato a lui – e all’esposizione che lo vede protagonista nella splendida cornice del Forte del Belvedere – il documentario Human – I corpi di Antony Gormley, in onda mercoledì 22 luglio in prima visione assoluta.
L’artista britannico racconta il legame tra le sue poderose sculture a scala umana e il magnifico ambiente naturale e architettonico in cui trovano dimora, ampliando il discorso al ruolo giocato dall’arte nel rapporto tra corpo e natura.

Le telecamere di Sky Arte HD conducono lo sguardo del pubblico alla scoperta delle oltre cento opere che costellano il parco, le sale, i bastioni e le terrazze della fortezza, in un viaggio tra le proporzioni naturali – e al contempo astratte – conferite da Gormley ai suoi corpi scolpiti.
Non sarà soltanto la viva voce dell’artista ad accompagnare la visione del documentario, ma anche quella del direttore artistico dell’evento Sergio Risaliti, della curatrice Arabella Natalini e di Mario Cristiani, fondatore della Galleria Continua che, insieme a White Cube, sostiene la mostra.

Promossa dal Comune di Firenze, la rassegna è la terza esposizione dedicata ad artisti internazionali contemporanei ospitata dal Forte dopo la sua riapertura, a conferma dell’impronta attuale data a uno storico luogo di Firenze e dell’interesse per il rapporto di scambio tra opere e ambiente.
Ne è un esempio l’installazione Critical Mass, ideata da Gormley nel 1995 per un vecchio deposito di tram a Vienna e rivitalizzata oggi dal confronto con la città rinascimentale che la accoglie. Un “anti-monumento”, capace di generare una profonda riflessione sulle vittime dei conflitti del XX secolo.

Corpo, spazio e natura sono dunque tre entità imprescindibili nella poetica di Gormley, che ha dimostrato ancora una volta la propria audacia creativa, realizzando sculture in parte inedite e in parte ripensate specificamente per il Forte. Confermando, per la gioia dei visitatori italiani, il successo planetario che lo accompagna da anni.