Donne e arte. Non solo l’8 marzo!

3 Aprile 2015


Durante la scorsa Festa della Donna, vi abbiamo proposto ben dieci mostre – cinque in Italia e altrettante nel mondo – che avevano per protagonista l’arte al femminile. A dimostrazione che “la creatività è donna” o, almeno, che le donne sono creative al pari degli uomini, questo lunedì Sky Arte ha in programma un’intera Notte delle Artiste.

Perché, allora, la storia dell’arte è costellata di nomi maschili? Prendiamo per esempio La sorella di Mozart, al centro dell’omonimo film di René Ferét in onda in prima visione alle 21:10: si chiamava Nannerl ed era un giovane prodigio musicale al pari del leggendario fratello.
Non a caso, entrambi furono introdotti presso tutte le più prestigiose corti europee. Nannerl viaggia – e si esibisce – con il resto della famiglia per tre anni, fino a incontrare a Versailles il figlio di Luigi XV; sarà proprio il nobile rampollo a suggerirle di scrivere da sé la propria musica. Ma le donne hanno forse il diritto di comporre?

Andando Alla scoperta di Frida Kahlo, di cui la musicista – e grande ammiratrice – Emeli Sandé ripercorre la vita, ci renderemo conto che anche la carriera della pittrice messicana è stata più volte messa a repentaglio, dallo stesso destino che ha voluto accanirsi contro di lei. Ma scopriremo anche come Frida non si è mai arresa, di fronte alla malattia come dopo il tradimento da parte del suo amato compagno. Con una tenacia e una forza interiore che hanno fatto di lei – meritatamente – una delle artiste più famose di ogni tempo.

In altro ambito, anche Marlene Dietrich ha sentito di dover combattere. Impossibile per lei, nata a Berlino e cresciuta artisticamente in Germania, restare indifferente alla folle ascesa del Nazismo; impossibile piegarsi alle esigenze di propaganda e prestarsi come volto del regime. Con Marlene Dietrich – Her Own Song il regista David Riva ricostruisce i momenti più significativi dell’impegno civile dell’artista: raccogliendo immagini che testimoniano la sua attività negli show a sostegno delle truppe alleate al fronte.

A proposito di coinvolgimento, la nostra Notte delle Artiste chiude con una performer contemporanea, che nel rapporto diretto con il pubblico ha trovato la sua massima fonte d’ispirazione. E se la performance – come genere d’arte – offre l’occasione, tanto al pubblico quanto all’artista, di guardare se stessi nel profondo, il film Marina Abramović – The artist is present – acclamato al Festival del Cinema di Berlino – apre le porte dell’universo creativo di una delle artiste più controverse e potenti degli ultimi quarant’anni. Come lavora Marina Abramović? Come prendono forma i suoi progetti? Come si traducono in azioni e performance? Quale effetto hanno sul pubblico? Domande che in questo film trovano risposta.

La curiosità – Una figura inquieta e affascinante, quella di Marina Abramović, già ai tempi di Imponderabilia del 1977, che l’ha vista sostare nuda insieme al compagno Ulay sulla soglia di una delle sale della GAM di Bologna: obbligando i visitatori, per entrare, a vincere il proprio imbarazzo. Perché per accedere all’arte è necessario mettersi in gioco.