Elvis, un mito che non tramonta mai

7 maggio 2013


Non è stato semplicemente un cantante. Ma una figura capace di segnare in maniera indelebile la seconda metà del Novecento. Rivoluzionando il modo di intendere non solo la musica ma tutto ciò che ruota attorno allo show business, cambiando radicalmente il linguaggio dei mass media. Impossibile ridurre la portata di Elvis Presley ad altro termine che non sia quello con cui, a un quarto di secolo dalla scomparsa, viene ancora ricordato da milioni di fan nel mondo. Il Re.

Prima di lui non c’era niente” : si chiude con le parole di ammirazione di John Lennon lo straordinario documentario con cui Sky Arte HD entra nell’universo della più grande leggenda che il rock abbia mai conosciuto. Il re è vivo racconta, grazie a eccezionali materiali di repertorio, le tappe principali della carriera di Elvis, ma sa al tempo stesso indagare il debito che la cultura e la società di oggi hanno nei confronti della sua eccezionale parabola artistica.

Davanti alle telecamere sfilano testimonial d’eccezione, chiamati a dare il proprio contributo alla lettura di un personaggio che sfugge ai canoni tradizionali della rockstar per entrare direttamente nel mito. Doveroso l’omaggio da parte delle ultime stelle del pop, da James Blunt a Mandy Moore; appassionato il ricordo delle donne della sua vita, la moglie Priscilla e la figlia Lisa Marie. E non manca il saluto da parte di fan decisamente inattesi.

Il fascino di Elvis Presley sa conquistare chiunque, anche i potenti della terra. Curioso il siparietto che vede il primo ministro giapponese Junichiro Koizumi cimentarsi al fianco del presidente George W. Bush in una cover di “Love me tender”, divertente fuori programma di una visita istituzionale negli Stati Uniti che non poteva non prevedere un passaggio al museo che conserva la memoria del Re.