Eroi del cinema. Da non dimenticare

24 Luglio 2014


Le copertine delle riviste, i flash dei fotografi e le attenzioni dei paparazzi, i centimetri sui quotidiani e le immagini sui manifesti sono tutti per loro. Le grandi star, i divi e le bellissime; eroi ed eroine della fabbrica dei sogni. Ma il mondo del cinema vive grazie al lavoro, non sempre riconosciuto dal grande pubblico, di grandissimi artisti: cui Sky Arte HD sceglie di dare il giusto riconoscimento. Puntando l’attenzione su importantissime figure della Hollywood degli Anni Settanta.

Dietro un grande regista c’è sempre… un grande direttore della fotografia! Come ci insegna Laszlo e Vilmos – I maghi della luce, documentario che segue da vicino lo straordinario lavoro di C, nomi forse poco appariscenti, ma protagonisti assoluti sul set di alcuni tra i capolavori assoluti del cinema di tutti i tempi. Qualche titolo? Incontri ravvicinati del terzo tipo , che nel 1977 vale a Vilmos il premio Oscar.

Due avventurieri dell’immagine, conosciutisi a Budapest e autori di un preziosissimo e pericoloso reportage sull’invasione sovietica dell’Ungheria, salvato in modo rocambolesco dall’oblio e diventato viatico per una luminosa carriera negli States. A fianco di autori come Scorsese e Altman, al lavoro su pietre miliari del calibro di Easy Riders : una coppia di professionisti amatissimi da Hollywood, come confermano nel documentario le testimonianze di Jon Voight, Sandra Bullock, Sharon Stone e Barbra Streisand.

Accanto a ogni grande attore c’è sempre… una grandissima spalla! Con Il padrino mancato il regista Richard Shepard racconta la brevissima ma intensa carriera di John Cazale, il mitico Fredo della saga firmata da Grancis Ford Coppola. Un attore intenso, versatile, perfetto nell’accompagnare figure carismatiche come quelle di Al Pacino e Robert De Niro. Senza mai andare sopra le righe, ma allo stesso tempo senza farsi schiacciare dalla loro presenza scenica.

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La curiosità – Dieci chilometri di pellicola. È quanto Kovács e Zsigmond girano durante la repressione della rivolta ungherese da parte dei sovietici: materiale fortunosamente portato oltrecortina ma accolto con freddezza negli Stati Uniti, dove i due artisti si rifugiano nel 1957. Sarà la BBC, con il mitico Walter Kronkite, a trasmettere (quattro anni dopo) un reportage che rischiava di essere dimenticato.