Eroico Barenboim. Magnifico Beethoven

8 Novembre 2013


Prendi un monumento della classica. Scegli le sue pagine più memorabili, momenti che hanno segnato in modo indelebile l’evoluzione del canone musicale: aprendo, attraverso l’irrefrenabile empatia romantica, le porte al moderno. Consegna il tutto ad una delle bacchette più sensibili e versatili in attività. E il risultato sarà di pura meraviglia, incontro felicissimo che sa esaltare il carattere più innovativo e rivoluzionario di partiture senza tempo.

Un’impresa che resta scritta nelle pagine della Storia quella compiuta da Daniel Barenboim, già alla guida della prestigiosa Opera di Stato di Berlino ed oggi alla Scala di Milano, considerato a pieno titolo tra i direttori d’orchestra più autorevoli al mondo. Memorabile la sua lettura integrale delle nove sinfonie di Ludwig van Beethoven: proposta brano per brano su Sky Arte HD, sublime viaggio lungo i più stupefacenti sentieri della musica.

Non c’è uno – e due – senza tre! Questa settimana tocca alla sinfonia in Mi bemolle maggiore, la terza in ordine cronologico nel repertorio beethoveniano, aprire le danze. Con tutta la sua vibrante carica emotiva, figlia dell’impeto e di un afflato ispirato alla figura di Napoleone: nel cui nome l’opera è stata intitolata come “Eroica”, salvo concentrare in sé lo scoramento e la delusione per la trasformazione dell’ideale rivoluzionario in una nuova, autoritaria, forma di dispotismo.

… e il quattro vien da sé! Dopo la complessità concettuale e il trasporto emotivo della sinfonia precedente, la Quarta viene spesso considerata come momento transitorio, quasi “minore” nella ricca produzione di Beethoven. Mai virgolette furono spese meglio, invece. Perché dietro la dichiarata compostezza, l’armonia trattenuta e controllata, si cela una tappa fondamentale del tragitto che conduce alla più sicura maturità artistica.

La curiosità – “Una slanciata fanciulla mediterranea tra due giganti nordici” : così considera la Quarta Sinfonia Robert Schumann, nel paragone con l’Eroica e con la Quinta. Arrivando a usare il termine di “ellenica”  per definire la sua poetica catena di melodie.