Essere Nick Cave. Una giornata da rock star

26 Marzo 2015

Nick Cave, 20000 giorni sulla terra

Come passa le giornate, un musicista iconico come Nick Cave? In prima visione, il film 20.000 giorni sulla Terra arriva puntuale su Sky Arte HD per rispondere all’intrigante quesito.
Di più, perché a farsi carico della cronaca di una “giornata tipo” è lo stesso artista, in un film che fonde finzione e realtà per raccontare 24 ore immaginarie nella vita della rock star. Senza dimenticare, naturalmente, di gettare lo sguardo sui processi creativi di Nick Cave, di cui i registi Iain Forsyth e Jane Pollard restituiscono un’intima rappresentazione.

La coppia di cineasti ha lavorato a lungo con Cave su vari progetti negli ultimi sette anni e lo conoscono molto bene. Sarà che, con il musicista, condividono quell’approccio “non ortodosso alle cose”, come l’ha definito lo stesso Nick Cave.
Anzi, è stata proprio la rock star a proporre di trarre un film dalle riprese, effettuate inizialmente per la promozione dell’album Push The Sky Away.

Quando a proporti di fare un film è Nick Cave, si può forse rifiutare? Appunto, Forsyth e Pollard non se lo sono fatto dire due volte, per cui hanno iniziato a filmare prima ancora di avere in mente una sceneggiatura.
Sfruttando però l’accesso privilegiato alla vita di Nick Cave, hanno potuto cogliere momenti straordinari del suo processo creativo. “Nick è sorprendentemente brutale con le sue idee, le canzoni mutano in velocità e i testi sono tagliati e dimenticati”, ricorda appunto la regista Polland dopo aver seguito l’artita in studio di registrazione, nella prima metà del 2012.

Successivamente, Cave ha concesso ai registi di mettere mano persino ai suoi appunti, fornendo loro terreno fertile per realizzare il film. Partendo appunto da frasi e idee estrapolate dal taccuino di Nick Cave, i due autori gli hanno quindi proposto di scrivere brevi testi su argomenti da loro suggeriti. Una selezione di questi è stata montata per formare la voce narrante del film. Cave conclude, riassumendo, che “le idee emersero proprio guardando nei miei appunti, in cui Iain e Jane videro i miei interessi e le mie preoccupazioni, che mi chiesero di elaborare”.

La curiosità – Anche il titolo del film deve la sua nascita a un appunto segnato sul famoso taccuino di Nick Cave. Tra le tante idee racchiuse in quelle pagine, l’artista aveva anche calcolato quanti giorni aveva vissuto fino alla data in cui erano iniziate le registrazioni del nuovo album. 20.000 giorni, più o meno. I registi hanno quindi deciso di strutturare il film sul racconto immaginario del “giorno n. 20.000” trascorso dal musicista australiano sulla Terra.