Etica e letteratura, secondo De Bortoli

29 Giugno 2015

Ferruccio De Bortoli e Stefano Accorsi

Quali sono le Parole che restano più impresse nella memoria di un autore che, a sua volta, è tra le maggiori firme del giornalismo italiano? Gli spettatori di Sky Arte HD avranno modo di scoprirlo lunedì sera, nel corso di una nuova puntata del programma condotto da Stefano Accorsi. Ospite d’eccezione della “chiacchierata letteraria” di questa settimana è appunto Ferruccio De Bortoli, giornalista che è stato a lungo alla guida dei maggiori quotidiani nazionali, come Il Sole 24 ORE e il Corriere della Sera.

Un autore così attento al dibattito politico e ai temi più attuali dei nostri giorni, su cui scrive egli stesso, ci proporrà un’interessante rilettura di un caposaldo della letteratura sulla Giustizia: Dei delitti e delle pene, scritto da Cesare Beccaria nella seconda metà del Settecento eppure tuttora attualissimo.
Per primo, infatti, l’illuminista lombardo denunciò l’insensatezza della tortura e della pena di morte: non solo compiere violenza in nome della Legge è moralmente inaccettabile, ma per di più risulta dannoso per la società stessa.

Eppure, a distanza di tre secoli ancora si parla del “lato oscuro” delle leggi, del ruolo e delle responsabilità dei giudici, della funzione svolta dal carcere sia come misura preventiva sia dopo la sentenza. La rilettura del fondamentale intervento di Beccaria può forse esserci ancora oggi di lezione? Per De Bortoli, solo l’onestà intellettuale e il buon senso possono aiutarci a rivolvere – una volta per tutte – i problemi endemici della società contemporanea.

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