Ezechiele, 25 – 17…

9 Gennaio 2013


Se la sentiva cucita addosso quella parte, quasi fosse stata scritta apposta per lui. Perciò, alla notizia che erano state aperte audizioni per assegnarla, ha piantato un set a New York, si è imbarcato sul primo volo utile per Los Angeles, ha passato le sei ore del volo a studiare, limare e perfezionare la sua performance. È arrivato a Hollywood e, quel ruolo, se l’è conquistato. Samuel L. Jackson è diventato, così, il Jules Winnfield di “Pulp Fiction”. Ospite del salotto di Movie Talk.

Un’intervista a cuore aperto quella concessa a Peter Bart, già direttore di “Variety” e apprezzato produttore cinematografico: Jackson racconta la sua snervante gavetta, vissuta nei teatri newyorchesi, e la depressione in cui è scivolato a fronte dei primi insuccessi; il baratro dell’alcol e delle droghe, la faticosa riabilitazione, il timore di non riuscire ad afferrare un successo che pure sembrava a portata di mano.

Fino a quel folle provino, ripercorso in ogni istante: Jackson è talmente calato nella parte da lasciare di stucco e mettere in difficoltà persino i suoi partner sul set. Jules Winnfield è lui: a fianco di un grandioso John Travolta, diretto dal genio visionario di Quentin Tarantino, conquista una nomination agli Oscar; inaugura una fortunata partnership con Bruce Willis, con cui interpreterà “Die Hard”, simbolo degli action movie Anni Novanta.

Tra aneddoti e curiosità, passando dalla lavorazione de “Il momento di uccidere” fino a quella della nuova trilogia di “Star Wars”, Samuel L. Jackson ripercorre le tappe recenti di una carriera inimitabile. Certificata da una Palma d’Oro al Festival di Cannes, ma anche da un record difficilmente replicabile: nel 2009 Jackson diventa l’attore che ha totalizzato più incassi nella storia del cinema, i 68 film in cui è apparso ottengono quasi 7miliardi e mezzo di dollari.