Fabrizio Plessi. Tutto scorre, nell’arte

11 Dicembre 2013


Lo diceva Eraclito oltre duemila anni fa. Non ci si può immergere due volte in un fiume e dire di essersi bagnati nella medesima acqua: tutto scorre, in primis il tempo; ogni cosa non è mai uguale a se stessa ma sempre in evoluzione, mutevole e cangiante. Anche l’arte ovviamente. Soprattutto quella di Fabrizio Plessi, che non a caso fa dell’acqua il proprio elemento di riferimento, quasi un feticcio eletto ad ambito privilegiato di una ricerca straordinaria.

L’occasione è offerta dalla mostra con cui l’artista celebra, a Roma, mezzo secolo dall’apertura dell’agenzia di stampa Adnkronos. Nasce un viaggio nell’universo creativo di un maestro del nostro tempo, che rivela il senso profondo che muove la creazione delle sue spettacolari installazioni. Spesso basate su videoproiezioni dedicate al tema dell’acqua: cascate impetuose e rivoli tenaci si spingono nel buio, quasi a comporre un monumento in movimento.

“Disegnare a Venezia è diverso che farlo a Londra, Parigi o Berlino”  ammette Plessi, che mette alla prova il suo animo “plastico e solido”  da emiliano per trasferirsi in Laguna. Traendo dalla liquidità della città l’ispirazione per il proprio lavoro, al punto da stabilire una forma di inscindibile simbiosi con l’ambiente che lo circonda: “i riflessi dell’acqua entrano dentro il mio disegno e ne modificano i contorni. E tutto diventa più fluido, elastico. Immateriale” .

Si arriva così al grande progetto per l’Expo di Hannover del 2000, con lo spettacolare Mare Verticale  a rappresentare il padiglione italiano. Un’installazione ripensata per la Biennale del 2011, dove è stata modellata negli spazi dello splendido Padiglione Venezia di Carlo Scarpa. Una poetica dichiarazione d’amore ad una città che è patria elettiva e musa ispiratrice, icona migliore per significare il fluire ininterrotto di una creatività inarrestabile.

La curiosità – Arte o cinema? Quando si entra nel campo della video-arte il confine tra i due linguaggi è quanto mai sottile: lo sa bene proprio Fabrizio Plessi, invitato nel 1980 a partecipare alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Che conferisce al suo Liquid Movie  il Premio “Città di Milano”.