Federico Buffa racconta George Best

6 Febbraio 2015

George Best of Manchester United FC, 1968. Photo by Keystone/Hulton Archive/Getty Images

Per molti, le Storie di Buffa sono letteratura sportiva, più che televisione: strettamente legate all’attualità, a partire dal gioco più popolare in Italia – e non soltanto – ci offrono un viaggio nella storia contemporanea. Finalmente, da domenica 8 febbraio Federico Buffa ci propone altri capitoli della sua originale saga sportiva: dopo il grande successo delle Storie Mondiali, stasera il celebre giornalista e commentatore si ripresenta al pubblico di Sky Arte HD in veste di storyteller, nel nuovo programma on the road Storie di Campioni.

Un itinerario in sei tappe, quanti sono i calciatori leggendari di cui il nostro giornalista ricostruisce la vicenda. Storie che, in comune, avranno almeno due eventi importanti: la vittoria di – almeno! – un Pallone d’Oro e una Coppa dei Campioni. Buffa li racconterà dai loro luoghi, ne ripercorrerà i passi, in un’ambientazione del tutto nuova rispetto alla sua prima serie di successo su Sky.

Prima meta di questa nuova avventura sarà la Belfast di George Best. La storia del campione nordirlandese ha inizio proprio nella sua città; al 16 di Burren Way, per la precisione, nel quartiere protestante della capitale nordirlandese. Ed è qui che Federico Buffa è tornato, in questa Irlanda del Nord dove George Best muove i primi passi nel calcio. Prima di trasferirsi a Manchester, a giocare con lo United, e diventare “il quinto Beatle”: così lo definì il periodico portoghese A Bola, dopo la vittoria in Coppa dei Campioni contro il Benfica.

A proposito di citazioni musicali, ad accompagnare la nostra storia non mancherà una colonna sonora di tutto rispetto, composta dai miti della musica di quegli anni. Il ’68 è l’anno di George Best come di Jim Morrison, mentre daremo l’estremo saluto al controverso campione sportivo sulle note di October degli U2.

La curiosità – Sulla sua lapide potrebbe esserci scritto: aveva talento da buttare, e l’ha buttato. Oppure che la sua straordinaria levità calcistica gli ha permesso di trascendere il fango dei campi inglesi, su cui realmente ha volato per tutta la carriera”: già dall’introduzione alla storia, Federico Buffa promette di raccontare la vita di George Best con tutta la passione epica che il miglior calcio ha sempre ispirato nei suoi appassionati.