Fleet Foxes e Radiohead. Tra rock e folk

1 Luglio 2013

Thom Yorke

Nuovo giro nuove band per la seconda stagione di From the basement, la serie ideata dal producer  Nigel Godrich, che chiama a raccolta i grandi del rock e li porta… in cantina! L’atmosfera è quella intima e calda della più classica sala prove, senza i fronzoli propri dello show-biz. La musica torna là dove è nata, nella magica semplicità creata da un gruppo di amici che si riunisce per suonare e sognare.

Ad aprire le danze non potevano non essere vecchie conoscenze del padrone di casa. C’è proprio Nigel Godrich dietro i più recenti successi dei Radiohead di Thom Yorke, che salutano l’amico con un set di grande potenza evocativa. Dopo aver gettato lo sguardo nelle sperimentazioni dell’elettronica Yorke e compagni tornano sui sentieri dell’alt-rock: eccoli interpretare The Gloaming  e Where I End and You Begin , pezzi tratti dal fortunato Hail to the Thief .

È un one-man-band Andrew Bird, straordinario chansonnier dotato di un timbro vocale unico e incredibili doti di strumentista. Nasce come violinista, ed è proprio con l’archetto in mano che propone le sue tenere ballate, costruite con raffinatissime linee melodiche: per il pubblico di Sky Arte HD ecco la trascinante Plasticities , tra i suoi cavalli di battaglia, e la splendida Tenuousness , tratta dal recentissimo Noble Beast .

A chiudere la serata è il folk-rock dei Fleet Foxes, ormai brillantemente passati dallo status di next big thing a vero e proprio fenomeno di portata globale. Nel loro sound c’è la lezione di Bob Dylan e quella di Neil Young, ma anche la maturità melodica dei Beach Boys: due album licenziati dalla storica Sub Pop, mitica etichetta che ha creato il fenomeno grunge, hanno consacrato la band a nome di punta della scena internazionale.

La curiosità – C’è chi suona in cantina e chi lo fa in… garage! Al punto che “garage” diventa addirittura un’apposizione da legare a questo o a quel genere musicale, dal punk al rock, a indicare sonorità grezze, sporche, dirette e immediate; senza le interpolazioni e la pulizia che si ottiene in sala d’incisione. A restare teneramente innamorati del contesto garage sono i Foo Fighters di Dave Grohl: tra 2010 e 2011 ha avuto luogo il loro “Garage Tour”, con otto date tenute nei box di altrettanti fortunati fans, selezionati a seguito di un contest online.