La Napoli di Mimmo Jodice

27 Febbraio 2015

Il fotografo Mimmo Jodice

Pensate alla fotografia di una statua antica, di una testa ellenistica sopravvissuta all’erosione del tempo. Alle immagini di vita quotidiana, agli scugnizzi che giocano tra le strade di Napoli. State pensando a una fotografia di Mimmo Jodice, ne siamo sicuri. All’illustre nome della fotografia italiana è dedicata la seconda puntata di questa seconda, esclusiva nuova stagione di Fotografi, in onda ogni lunedì alle 21:10.

Mimmo Jodice è più di un maestro della fotografia, è un capitolo della sua storia contemporanea. Sin dagli anni Sessanta, il fotografo è stato attento alle sperimentazioni delle avanguardie artistiche, vivendo a stretto contatto con gli esponenti che in quel periodo frequentavano Napoli: da Kounellis a Warhol, da Paolini e De Dominicis, Jodice fa proprie le nuove idee e cerca di portarle nella fotografia creativa.

Negli anni Ottanta, l’apporto dell’arte concettuale si fa sentire nella sua indagine autonoma del reale, di cui rappresenta spazi vuoti ma pregni di memoria, metafisici. Nasce così la serie delle Vedute di Napoli, cui seguiranno fotografie sempre più visionarie e contrastate, lontane da una documentazione pedissequa del contesto. Nel lavoro di Jodice è sempre possibile riconoscere questo lavoro interpretativo di raffinata sensibilità, grazie alla quale l’autore mostra la realtà con occhi nuovi… e spirito classico.

Proprio i tesori archeologici della sua Napoli sono al centro della ricerca di Jodice in questi ultimi anni. Le nostre telecamere lo seguiranno all’interno del sito della Chiesa di San Lorenzo, presso la Certosa di San Martino.

La curiosità – Nel corso della sua carriera, Mimmo Jodice ha contribuito a più riprese al dibattito culturale attorno all’arte partenopea e mediterranea. Nel 1985, per esempio, le sue fotografie chiudevano una grande mostra a Capodimonte sul Seicento napoletano. In quegli scatti, Jodice interpretava dipinti di Caravaggio, Luca Giordano, Ribera, Mattia Preti e altri illustri pittori.