Frankie va ad Hollywood. E ci porta la dance

2 dicembre 2014


Se c’è un gruppo abbonato al parental advisory , l’etichetta che ammonisce gli acquirenti degli album sulla “sconvenienza” dei testi delle diverse canzoni, questi sono loro. Esagerati, irriverenti, provocatori; sarcastici e ironici nel giocare sulle paranoie e le prevenzioni legate alla sfera dell’eros: con il sesso a dominare, con giocosa licenziosità, buona parte della loro produzione discografica. Loro sono i Frankie Goes To Hollywood, icone del pop Anni Ottanta.

Ha collezionato censure su censure la band britannica, tra le prime al mondo a filtrare la disco music vecchio stile al pop, innestando passaggi rock e punk; creando insomma un genere del tutto nuovo, che avrebbe segnato in modo trasversale gli anni a venire. Al loro stile senza compromessi è dedicata una nuova puntata di Video Killed The Radio Star, la serie che racconta le vicende di chi ha cambiato il modo di fare musica in televisione.

Con la nascita di MTV, nel 1981, il concetto di videoclip diventa centrale negli schemi di comunicazione e promozione delle band emergenti: lo sanno bene i Frankie Goes To Hollywood, che scelgono fin a subito di lavorare sulla propria immagine con la stessa cura maniacale che riservano alla parte musicale. Confezionando video dirompenti, che schiaffeggiano la morale e si guadagnano l’ostracismo delle televisioni: attirando quindi attenzione.

Aggressiva la campagna di lancio di Relax , il loro più grande successo commerciale – quasi due milioni di copie vendute solo in Gran Bretagna – accompagnato da pubblicità che ironizzano sui più triti cliché legati all’omosessualità, tra volgari doppi sensi e insulti gratuiti alle band “rivali”, su tutte i Duran Duran. Un’attitudine punk applicata al pop, destinata ad un successo senza precedenti…

La curiosità – Un video che non vide nessuno. È quello firmato da Godley & Creme per riparare alla prima versione di Relax  , bandito dalle televisioni perché ambientato in un gay-bar a tema sadomaso: contesto troppo hard per l’epoca! Il nuovo videoclip viene distribuito però solo dopo che la censura ha colpito anche la canzone in sé, cancellata dalle radio. E quindi finisce in fondo a un cassetto…


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