Frida Kahlo. Pittura contro il dolore

2 Aprile 2014

Frida Kahlo

Ha sopportato ogni tipo di terapia, nel tentativo disperato di sostenere un fisico devastato dalla malattia e dai postumi di un terrificante incidente automobilistico. Operazioni su operazioni, antidolorifici tanto pesanti da obnubilare la mente, interminabili periodi di stasi: inchiodata – in senso pressoché letterale – al letto, ingabbiata in busti correttivi simili ad antichi strumenti di tortura. Ma la vera e più efficace medicina resta, per lei, la pittura.

Le telecamere di Sky Arte HD entrano nelle Scuderie del Quirinale, teatro di una delle Grandi Mostre più attese del 2014: in scena l’immaginifico universo di Frida Kahlo, figura che ha segnato con la propria travolgente originalità il panorama dell’arte del Novecento. Un evento straordinario per la Capitale, che a quattro anni dalla retrospettiva dei record tenuta a Berlino – forte di oltre 200mila visitatori – ospita uno tra i più importanti omaggi all’artista che l’Europa abbia mai avuto.

Sono una quarantina le tele in mostra: partendo dall’Autoritratto con abito di velluto  realizzato da un’artista nemmeno ventenne e arrivando ai bozzetti per le decorazioni del busto che la accompagnerà negli ultimi anni della sua vita. Un percorso catartico, con l’arte a farsi esorcismo di un dolore che martoria il fisico ma anche l’anima: l’esperienza della malattia, la complessa vita sentimentale, le delusioni e le illusioni diventano fantasmi da scacciare a colpi di pennello.

Anticipa il reportage sulla mostra romana la puntata di Destini Incrociati Hotel che evoca il rapporto tra Frida e l’uomo della sua vita: il grandissimo Diego Rivera. Mentore e maestro prima, amante e marito poi: nelle stanze virtuali dell’albergo ispirato alla serie che Giacomo Zito ha immaginato per Radio24, va in scena l’estasi e il tormento di un amore profondissimo e al tempo stesso contraddittorio. Costellato di tradimenti, rotture e inevitabili riconciliazioni.

La curiosità – Frida Kahlo è più che un’artista: è un’icona. Lo dimostra l’onore tributatole dagli Stati Uniti d’America, che il 21 giugno 2001 hanno emesso un francobollo con la sua effige: prima donna latino-americana nella Storia a ricevere un simile tributo.