Gherardo delle Notti, un olandese nell’Italia del ‘600

29 Aprile 2015

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Dopo la tragica scomparsa di Caravaggio, la pittura italiana del Seicento ha trovato un degno erede del maestro della luce… in un artista olandese, Gerrit Van Hothorst. Originario di Utrecht, è in Italia che il pittore trascorre gli anni più importanti della sua carriera, tanto passare alla storia come Gherardo delle Notti.

In questi giorni e fino al 24 maggio, a inaugurare il programma di iniziative Firenze 2015 – Un anno ad arte, gli Uffizi di Firenze dedicano al pittore caravaggesco la prima mostra monografica, forte tra l’altro di cinque tele che appartengono proprio alla Galleria fiorentina.
La sera di giovedì 30 aprile, Sky Arte HD vi accompagna ad ammirare i quadri bizzarrissimi e le cene allegre – menzionate nel sottotitolo dell’espozione – che Gherardo ha saputo illuminare con incredibile maestria, fino a guadagnarsi la fama – e il soprannome – di maestro di uno dei più difficili generi pittorici, il notturno.

Rispetto all’uso drammatico che contraddistingue la pittura di Michelangelo Merisi da Caravaggio, Gherardo delle Notti sviluppa infatti le sue capacità luministiche in rappresentazioni sacre e scene conviviali più intime, le cui tenebre vengono immancabilmente rischiarate da un lume di candela.
In questa personale interpretazione del chiaroscuro caravaggesco, Gherardo fa sentire tutta la sua originalità, coniugando l’attenzione per il dettaglio – tipica della scuola nordica da cui proviene – con la composizione d’insieme e il naturalismo della pittura italiana di inizio Seicento, che non mancò di produrre in lui un’impressione tanto forte quanto immediata.