Gianmaria Testa, il lavoro della musica

24 Giugno 2014


Conosce bene l’odore dolce del metallo, lo sferragliare ritmato delle locomotive, il fischio assordante delle frenate. Suoni, colori e odori della memoria per uno dei più interessanti cantautori italiani in attività, partito anni fa dalla stazione di Cuneo come umile capostazione; salito poi a bordo del sogno di fare musica, sceso in Francia – dove ha trovato chi, per primo, ha creduto in lui – e poi via alla conquista del mondo.

Un vissuto fuori dagli schemi quello di Gianmaria Testa, che rende ancora più magico il live proposto da Sky Arte HD e registrato negli spazi delle Officine Grandi Riparazioni di Torino. Una cattedrale a lungo consacrata al lavoro, durissimo, dei manutentori delle carrozze ferroviarie; uno spazio oggi rinato come piattaforma per le arti. Sono invisibili i binari che guidano Testa in una dimensione di forte suggestione, per quello che suona come un ideale ritorno alle origini.

Titola non a caso Men at work questo progetto, nato a seguito di un massacrante tour in Germania. Dieci date in dieci giorni per promuovere il recentissimo Vitamia , un affiatamento con il pubblico e una tale qualità delle performance da rendere quasi naturale la scelta di registrare un live, presto diventato una sorta di greatest hits. Con nuove versioni di brani estratti da Le traiettorie delle mongolfiere  e Da questa parte del mare .

Ad accompagnare Testa in questa avventura un trio che macina ritmo come una locomotiva: sezione ritmica di gran classe con i bassi di Nicola Negrini e la batteria di Philippe Garcia; alle chitarre le svisate imprevedibili di Giancarlo Bianchetti, virtuoso dalle doti semplicemente emozionanti. Un combo affiatatissimo, che sa tessere trame dalle incalzanti venature figlie del rock e, al tempo stesso, riesce a creare atmosfere di sognante ed empatica suggestione.

La curiosità – Prima di tutto… l’Olympia! Percorso sui generis quello di Gianmaria Testa, che grazie all’incontro con la produttrice francese Nicole Courtois comincia la propria carriera musicale proprio Oltralpe. Arrivando ad esibirsi nel leggendario locale di Parigi, sullo stesso palco che fu di Nina Simone e dei più grandi del Novecento, ben prima di ottenere riconoscimento in Italia.