Gianni Berengo Gardin, un artista involontario

24 Febbraio 2014


“Io sono un fotografo. E sono molto fiero di essere un fotografo: non ci tengo a passare per artista. Sono solo un testimone di quello che vedo” . O meglio: di quello che ancora non ha visto. Se è vero che il segreto del mestiere sta, sono parole sue, nel “prevedere quello che sta per succedere, così da essere pronti a scattare nel cosiddetto momento decisivo” . Sono massime di apparente semplicità, venate però di illuminante profondità, quelle che uno tra i più grandi maestri dello scatto condivide con il pubblico di Sky Arte HD.

La regia di Giampiero D’Angeli ci offre uno sguardo inedito e privilegiato sul lavoro di una delle firme più importanti che la fotografia – non solo italiana – può vantare. Eccoci a spasso per le calli di Venezia insieme a Gianni Berengo Gardin, nome di rilevanza assoluta nella costruzione di una estetica dell’immagine che ha forgiato il nostro gusto collettivo. Stabilendo standard di inarrivabile poesia.

Berengo Gardin si comporta con lo spettatore con la colloquialità propria dell’amico di vecchia data. Appare così stupendamente semplice, nelle sue parole, la filosofia di un’immagine esaltata in tutta la sua magica potenza evocativa, svelata in modo esemplificativo attraverso i suoi reportage più celebri: passando dai dolenti scatti che hanno documentato lo stato degli ospedali psichiatrici e quelli, eroici, con cui si è creata la memoria del Sessantotto.

Sempre vicino agli ultimi, con i quali condivide lo spirito di una innata umiltà, Berengo Gardin si dimostra tra i più importanti e delicati cronisti del nostro tempo. Artista – pardon: fotografo! – in grado di raccontare con ineguagliabile raffinatezza l’evoluzione della società italiana; dall’euforica brillantezza del dopoguerra e del Boom economico alla drammatica stagione delle contestazioni studentesche e della lotta operaia.

La curiosità – Gli è stata conferita nel 2009, all’età di 79 anni: è la laurea honoris causa in Storia e Critica d’Arte che la Facoltà di Lettere dell’Università di Milano ha voluto dare a Gianni Berengo Gardin. Un anno dopo l’assegnazione al fotografo del prestigioso Premio Lucie Award alla carriera.

[nella foto: Gianni Berengo Gardin – foto Colombo Dapolito]