Gran tour in tv. Con Sette Meraviglie

17 luglio 2014

Colosseo Anfiteatro Flavio Roma interno

Le tappe ideali di un viaggio alla scoperta delle bellezze d’Italia? Piazza dei Miracoli a Pisa con la sua torre pendente – proprio mentre il selfie scattato al suo cospetto da un sorridente Will Smith supera su Facebook i due milioni di like – e poi ovviamente il Colosseo e la Reggia di Caserta, ma anche il Duomo di Firenze e l’area archeologica di Pompei. Luoghi da sogno, cuciti tra loro da un invisibile filo rosso. Quello della meraviglia.

Sette punti strategici che sanno raccontare in modo immediato il senso profondo di una cultura millenaria, le sue continue trasformazioni ed evoluzioni; sette punti da segnare sulla mappa del Bel paese, tra i circa cinquanta che l’UNESCO ha scelto di proteggere e valorizzare come Patrimonio dell’Umanità. Sette Meraviglie, insomma: la serie che svela i segreti dei gioielli d’Italia torna per una serata all’insegna della bellezza.

Tutto in una notte: un viaggio straordinario, senza soluzione di continuità, che passa in rassegna capolavori dell’arte e dell’architettura, mettendone in luce i lati più nascosti; rivela momenti incredibili, personalità estrose e geniali, permette di osservare in modo inedito monumenti e spazi entrati nella leggenda. Come nel caso delle due principali aree archeologiche del Paese: il Foro Romano, rappresentato dalla mole stentorea dell’Anfiteatro Flavio, e ovviamente Pompei.

Una visuale a volo radente quella offerta delle domus e delle botteghe, dei templi e delle taverne: avveniristiche riprese effettuate con droni meccanici ci portano per mano a quasi duemila anni di distanza, immergendoci nella vitalità di una città dal dinamismo contagioso. Una dimensione restituita grazie alla potenza evocativa dell’immagine e al racconto dei viaggiatori di ieri; di chi come Dickens o Goethe si è cimentato, in prima persona, nell’esperienza del Grand Tour.

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La curiosità – A spasso per la Penisola, cercando meraviglie del passato e la retorica del pittoresco. Centinaia gli artisti e i rampolli delle migliori famiglie d’Europa che tra XVIII e XIX secolo compiono il proprio Grand Tour: espressione che compare per la prima volta in The Voyage of Italy , memoriale del proprio soggiorno in Italia pubblicato nel 1670 da Richard Lassels.