Grandi classici prima del rock

30 Luglio 2013


Una convergenza unica e irripetibile, che ha consegnato al mondo alcune tra le migliori pagine della musica di tutti i tempi. Da un lato una generazione di autori geniali, capaci di disegnare melodie subito entrate nella memoria collettiva; dall’altro l’emergere di interpreti meravigliosi, crooner seducenti e cantanti elegantissime, voci impresse nel mito. È tra gli Anni Trenta e la fine dei Cinquanta che nasce e si radica il great american songbook .

La grande stagione della canzone a stelle e strisce è al centro di una nuova puntata di Le leggende del Jazz, serie condotta dall’istrionico Ramsey Lewis. Un affabile padrone di casa, pianista e compositore di fama internazionale, che accoglie nel proprio show vecchie glorie e giovani leoni della musica contemporanea. Chiacchierando e suonando, creando un’atmosfera magica; proponendo grandi classici, rivisitati nel corso di trascinanti jam session.

Ospiti di questa settimana Jane Monheit, già al fianco di Michael Bublé in duetti mozzafiato, e John Pizzarelli, il chitarrista italo-americano, dotato di classe infinita, che ha firmato album e collaborazioni con Paul McCartney e James Taylor. Dalla di Armstrong, inteso come Louis, alla di Dinah Washington: si parte per un viaggio che celebra i migliori interpreti della canzone americana, accomunati da un feeling più o meno dichiarato – ma sempre forte e riconoscibile – con gli standard del jazz.

La musica prima della diffusione del rock è quella scritta da Burt Bacharach e Duke Ellington, cantata da Peggy Lee e Dean Martin. Un assaggio di quell’era straordinaria arriva con la versione griffata Pizzarelli di I got rhythm , classico di George ed Ira Gershwin; ma anche con I should care . La voce di Monheit segue le orme di Frank Sinatra e Nat King Cole, Dizzy Gillespie e Bing Crosby, dando nuova linfa a un classico senza tempo.