Gli anni folli della Divina Marchesa a Venezia

12 febbraio 2015

Portrait of Marchesa Luisa Casati, 1919. Found in the collection of the Art Gallery of Ontario. Artist: John, Augustus Edwin (1878-1961)

Venezia fu una delle città da lei più amate, palcoscenico urbano perfetto per le sue stravaganti esibizioni. Parliamo della “Divina Marchesa”, come D’Annunzio definì Luisa Casati. A questo straordinario personaggio di inizio Novecento, Palazzo Fortuny ha dedicato finalmente una mostra monografica, la prima nella storia.

Stasera, grazie a una nuova puntata della serie Grandi Mostre firmata Sky Arte HD, il nostro pubblico avrà l’occasione di visitare in esclusiva La Divina Marchesa. Arte e vita di Luisa Casati dalla Belle Époque agli Anni Folli, in corso a Palazzo Fortuny fino al prossimo 8 marzo. Un’occasione imperdibile per conoscere meglio una donna che ha ispirato i più grandi artisti del suo tempo, da Boldini a Man Ray.

Luisa Casati, anticipando qualsiasi tendenza performativa dell’arte contemporanea, è stata infatti capace di trasformare se stessa in un capolavoro artistico. Una leggenda vivente, che allora come oggi rappresenta una modernità all’avanguardia. La Casati, infatti, non fu semplicemente “bizzarra” ed eccessiva, con il suo nude look piuttosto che i pitoni veri al collo: il percorso espositivo e gli inediti studi condotti le restituiscono una dimensione più consapevolmente “artistica”, rintracciando la sua attività di collezionista e restituendo alle sue azioni e ai suoi mascheramenti una dimensione estetica che la rende davvero un’antesignana della body art.

Tra le diverse amanti di Gabriele D’Annunzio, non fu mai per lui “una tra le tante” ma l’unica che egli stimò veramente: ammaliato per anni dal fascino inimitabile della Casati, il Vate la citò e ricordò in numerose sue opere. Non fu l’unico. Per ottenere I suoi favori, davanti alla Divina Marchesa s’inchinarono pittori, scultori, fotografi che ne celebrarono bellezza e carisma, contribuendo alla sua leggenda: Alberto Martini, Augustus Edwin, John, Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Kees Van Dongen, il barone Adolph de Meyer, Cecil Beaton. Ma anche Romaine Brooks, Ignacio Zuloaga, Jacob Epstein, Man Ray.

La curiosità – Bella, colta… e maledetta? Com’è nella tradizione di molte leggende dell’arte, anche la vita di Luisa Casati non ebbe il meritato lieto fine. La Marchesa dilapidò la sua cospicua fortuna in travestimenti mozzafiato, feste spettacolari di cui era l’indiscussa regista e prima donna, allestimenti delle sue case che avrebbero fatto sfigurare un museo. Così facendo, però, finì i suoi giorni nella più triste indigenza.