Grazer e Redstone, fiuto per il cinema

7 Novembre 2012


La fabbrica dei sogni ha fondamenta molto solide, ma invisibili ai più. La fabbrica dei sogni, il cinema, si basa su impresari e produttori: nomi che restano nella memoria del grande pubblico solo per il tempo dei titoli di coda. Ma senza i quali un film non esisterebbe. Brian Grazer e Sumner Redstone sono, a titolo diverso e con visioni differenti, tra i silenziosi ma decisivi protagonisti di successi senza tempo. E sono i protagonisti di una nuova puntata di Iconoclast.

Dietro un grande regista c’è sempre un grande produttore. Una figura capace di mettere chi siede alla macchina da presa nelle condizioni di dare il meglio di sé; senza però perdere di vista l’idea progettuale, cercando di mediare il puro estro creativo con i gusti del pubblico e le esigenze del budget. Un ruolo che Brian Grazer incarna in maniera perfetta. Un fiuto fuori dal comune, il suo, capace di intercettare e sostenere storie entrate nell’immaginario collettivo.

L’amicizia fraterna con Ron Howard lo porta a inanellare un successo dietro l’altro: i premi Oscar al miglior film e alla miglior regia per “A Beautiful Mind” sono la consacrazione di un rapporto professionale che ha visto nascere pellicole di successo come “Apollo 13” e “Il codice da Vinci”. Ma Grazer, che ama sui cavalli di razza, lega il suo nome a quello di altri grande registi: da Spike Lee ad Oliver Stone, passando per Ridley Scott e Clint Eastwood.

Alla soglia dei novant’anni Sumner Redstone resta il tenace imprenditore che ha segnato la storia recente del cinema americano. E non solo. Il suo nome fa rima con Paramount Picture: sotto la sua guida la casa cinematografica ha prodotto successi come “Braveheart”, “Forrest Gump” e “Titanic”. Ma Redstone è, per tutti, un guru della televisione: azionista di maggioranza della CBS e del colosso dell’intrattenimento internazionale MTV.