Hans Memling. Finalmente Roma

27 ottobre 2014


Ci ha messo più di cinquecento anni per raggiungere l’Italia. Ma è come se fosse sempre stato qui. Perché tale è stato il peso della sua arte da travalicare i confini della natia Bruges, dove nella seconda età del XV secolo diviene il pittore più in vista di una scena ricca di grandissimi talenti, e affascinare – addirittura influenzare – anche grandi maestri dell’Europa del sud. Una figura incredibilmente importante quella di Hans Memling, finalmente celebrata in quel di Roma.

Le telecamere di Sky Arte HD raccontano i segreti di un evento più unico che raro: perché quella allestita alle Scuderie del Quirinale è la prima mostra mai dedicata in Italia al geniale allievo di Rogier Van der Weyden, figura centrale nell’evoluzione di un linguaggio pittorico che impone nuovi standard espressivi. Facendosi testimone della nascita della società borghese nelle Fiandre, terreno fertile per grandi cambiamenti nel tessuto sociale e quindi artistico del mondo occidentale.

C’è un filo sottile ma fortissimo a legare il bel paese alle ricche città del nord: è quello tessuto da mercanti e banchieri, lungo tratte commerciali che vedono gli intraprendenti uomini d’affari di Firenze, Siena e Roma – tutti appassionati committenti e mecenati – farsi testimoni del passaggio dell’arte fiamminga nel Bel paese. La mostra capitolina, allestita in modo spettacolare alle Scuderie del Quirinale, restituisce insieme all’opera di Memling quella straordinaria e irripetibile convergenza di situazioni e incontri, fotografando in modo nitido l’intero periodo storico.

Non mancano allora opere degli artisti – italiani, ma anche fiamminghi – segnati dal confronto a distanza con il modello di Memling; e non mancano i capolavori del maestro, testi fondamentali che ci dicono molto della maturazione dell’estetica nell’Europa del Rinascimento. Tra i pezzi più importanti il ricomposto trittico dipinto per Jan Crabbe, ricondotto a unità dopo quattro secoli: con la pala centrale in arrivo da Vicenza, le ante interne da Bruges e quelle esterne da New York.

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La curiosità – Tanto apprezzato Hans Memling da essere il primo artista ad essere… rubato! È il 27 aprile 1473 quando la galea su cui viaggia il Giudizio Universale commissionato dal banchiere fiorentino Angelo Tani viene assaltata dal corsaro Paul Bencke, che si impossessa del capolavoro per donarlo a Danzica, la sua città. Si tratta del primo furto di un’opera d’arte documentato in età moderna.


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