Hou Hanru e un museo davvero… MAXXI

6 Marzo 2014


“Il senso di una collezione in un museo di arte contemporanea è quello di preservare l’eredità e la memoria del nostro tempo. Per il presente e per le generazioni future” : questo il credo di Hou Hanru, recente di nomina alla guida del MAXXI di Roma. Un presupposto concettuale chiaro, limpido, lineare; che muove la riflessione affidata a Non basta ricordare , prima programmatica mostra che il curatore ha allestito in quello che nei prossimi anni sarà il “suo” museo.

Si parte dalla collezione, dunque, fondamenta su cui si erge la natura stessa del museo: il suo senso profondo, la sua missione nei confronti della collettività. Hanru ci accompagna alla scoperta di alcuni tra i più grandi capolavori conservati dall’istituzione, nelle sale magnificamente disegnate da Zaha Hadid. Circa duecento le opere in mostra, create da una settantina di autori di livello internazionale; installate in un dialogo costante con il ricco patrimonio documentario preservato dal dipartimento di architettura del MAXXI.

Ci sono i grandi eretici della scena mondiale, come Maurizio Cattelan e i visionari Gilbert&George; ma anche il monumentale Gerhard Richter, Michelangelo Pistoletto  e Christian Boltanski, fino ad arrivare ai più giovani Adrian Paci e Lara Favaretto. I loro lavori, rappresentativi di cosa è accaduto nel mondo dell’arte negli ultimi quarant’anni, si affiancano a tesi progettuali e immaginifiche intuizioni sul modo di sognare e costruire le città di oggi. E quelle di domani.

È così che gli schizzi e i bozzetti di Toyo Ito, Carlo Scarpa o Aldo Rossi si trovano a tu per tu con le allucinate visioni di Tony Ourlser, con le opere di Paul McCarthy e Vedovamazzei; in un flusso narrativo ininterrotto, di grande fascino e suggestiva empatia. Perché, per dirla con Hanru, “la collezione non è solo una serie di oggetti da conservare, statici o persino morti. Deve essere invece una fonte di ispirazione, di conoscenza. E contribuire al fiorire di nuove creazioni”.

La curiosità – È l’uomo delle Biennali: Hou Hanru ha curato negli ultimi anni quelle di Tirana e Lione, Shanghai, Istanbul e Gwangju. Tre le sue partecipazioni a quella di Venezia, in veste di commissario per i padiglioni francese prima, cinese poi.