I sublimi misteri di Piero della Francesca

16 luglio 2014


Carta canta, o meglio: a farlo è una pergamena. Quella su cui i priori della Confraternita della Misericordia di Sansepolcro mettono nero su bianco il contratto che impegna al loro servizio uno tra i più grandi artisti di tutti i empi. C’è tutto, in quel documento. I desiderata della committenza, la formula del compenso e le modalità di pagamento; persino una clausola – stile soddisfatti o rimborsati! – che impegna il maestro a restaurare in futuro la sua stessa opera.

È un testo più unico che raro quello che lega i confratelli a Piero della Francesca, documento che testimonia con certezza provata dai fatti il primo capolavoro attribuibile al pittore; ne certifica la genesi e la storia. È da qui che parte il racconto che Sky Arte HD dedica allo straordinario Polittico della Misericordia, opera capitale per l’evoluzione della pittura occidentale nella formulazione del linguaggio del Rinascimento maturo.

Le telecamere si trasformano in microscopi, entrando nelle pieghe della pellicola pittorica e seguendo i tratti impercettibili dei pennelli; si muovono insieme alle sapienti e pazienti mani dei restauratori che, proprio recentemente, sono riusciti a restituire un lavoro appesantito dal correre dei secoli al proprio originale splendore. Riportando il fondo dorato dei ventitré scomparti del polittico a brillare come se il tempo non fosse mai passato.
La posa enigmatica e ieratica della Vergine, la complessa e misteriosa simbologia iconografica legata ad ognuno dei santi ritratti; i volti degli stessi committenti e tra i loro, chissà, forse anche quello dello stesso pittore: molteplici gli interrogativi che avvolgono un’opera dal fascino assoluto e, insieme a lei, l’intero percorso creativo di Piero della Francesca. Uomo del suo tempo ma anche fuori dal tempo: anticipatore della modernità.

La curiosità – Sorte beffarda quella di Piero della Francesca, teorico di una rivoluzione pittorica che grazie all’analisi profonda delle tecniche matematiche e geometriche ha portato a risultati prospettici impensabili per il suo tempo. Un uomo moderno, morto nel giorno in cui la storiografia fa per convenzione cominciare l’era moderna: il 12 ottobre 1492, data della scoperta dell’America.