I tesori di Roma. Per la prima volta in 3D

28 Novembre 2013


Sono stati per secoli mecenati tanto generosi quanto esigenti. Convinti, a ragione, che l’arte potesse essere al tempo stesso sublime diletto e raffinatissima dimostrazione di potenza. Politica ed economica, oltre che sociale e culturale. Hanno contribuito così a tramandare, insieme al proprio nome, il mito di una Roma città ricca e opulenta, punto di riferimento per intere generazioni di artisti. Costituendo, in nome della fede, una delle collezioni più straordinarie mai raccolte.

Da Leone X a Paolo III, passando per Giulio II: i Papi rivestono un ruolo determinante per l’evoluzione del linguaggio artistico. Le loro corti, sfarzose al pari di quelle dei più importanti principi d’Europa, sono state riparo accogliente per Michelangelo e Bramante, Raffaello e Perugino; il loro gusto, colto e ricercato, ha permesso il recupero della grande statuaria classica, strappando all’oblio dei secoli pezzi di ineguagliabile meraviglia.

Sky Arte HD e Sky 3D entrano in esclusiva, per un evento in simulcast, nelle sale dei Musei Vaticani, per quella che si configura come una inedita e coinvolgente visita virtuale. È la prima volta che le opere vengono mostrate grazie alle tecnologie tridimensionali, restituendo al pubblico l’illusione di una spettacolare esperienza immersiva: i passi risuonano lungo i monumentali corridoi, lo sguardo ruota a trecentosessanta gradi scoprendo le meraviglie di un luogo di rara magia.

Ecco le stupefacenti stanze affrescate da Raffaello, con la leggendaria Scuola d’Atene , ed ecco naturalmente la Cappella Sistina; ma anche il gruppo del Laocoonte, copia romana di uno tra i più celebri pezzi della statuaria ellenistica. A sfilare senza soluzione di continuità, in una spettacolare galleria, sono capolavori assoluti dell’arte di tutti i tempi. Offerti ad una visione ravvicinata mai così fedele.

La curiosità – Una visita ai Musei Vaticani non si nega a nessuno: se non ad Adolf Hitler! In occasione della visita del dittatore a Roma, nel 1938, Papa Pio XI dispose la chiusura straordinaria della raccolta per negare così un’occasione al suo ingresso nella Città del Vaticano. Il pontefice si rifiutò infatti di incontrare Hitler, esiliandosi volontariamente per quei giorni a Castel Gandolfo.