Il blues secondo Martin Scorsese

14 Novembre 2013


Chi conosce a fondo i suoi film non potrà dirsi sorpreso della grande passione di Martin Scorsese per il blues. Musica empatica, insieme brillante e dolente, canto di dolore che sa farsi orgoglioso invito a reagire, risollevarsi, lasciarsi alle spalle frustrazioni e difficoltà. È in fondo colonna sonora ideale per accompagnare il viaggio dei suoi più fortunati personaggi, splendidi antieroi americani. Legati in maniera indissolubile a un sound che è specchio fedele dell’anima di un’intera nazione.

È uno Scorsese profondamente innamorato quello che crea e produce The Blues , serie di documentari d’autore che indagano il lato più intimo e segreto di un genere musicale ricco di molteplici sfaccettature. Letto e interpretato con lo sguardo di maestri del calibro di Wim Wenders e Clint Eastwood, grazie alle riflessioni di artisti che spaziano da Van Morrison a B.B. King, dai rapper Common e Chuck D a Jeff Beck.

Per il primo episodio della serie è lo stesso Scorsese ad accomodarsi dietro la macchina da presa, firmando la regia di Dal Mali al Mississippi, pregevole viaggio sentimentale alla ricerca delle fonti del blues. Seguendo a ritroso il corso del Mississippi tra Tennessee e Arkansas, svelando i segreti e le meraviglie del sound del Delta: la scuola prima e originale, la più pura, certificata da preziose  registrazioni d’epoca dei mostri sacri John Lee Hooker e Muddy Waters.

Ma Scorsese, accompagnato nella sua ricerca dal chitarrista Corey Harris, fa di più. Perché se il blues è la musica nera per eccellenza, l’indagine non può non spingersi fino alle coste occidentali dell’Africa. Terre magnifiche, spogliate di uomini e sogni dagli schiavisti; luoghi dove pulsa da sempre una cultura musicale di travolgente vitalità. Dai campi di cotone della Louisiana si arriva dunque al Mali, riportando il blues là dove è giusto che sia. A casa.

La curiosità – Una vera e propria ossessione quella di Martin Scorsese per la musica: lo dimostrano i documentari che ha realizzato in onore di Bob Dylan, George Harrison e dei Rolling Stones, autentici miti della sua giovinezza. E lo conferma l’annuncio di due biopic, al momento mai entrati in lavorazione e rimasti per ora confinati nel libro dei sogni. Il primo dovrebbe vedere Robert De Niro interpretare Frank Sinatra, l’altro Tom Hanks nei panni di Dean Martin. Arriveranno mai nelle sale?