Il confine sottile tra giustizia e vendetta

22 marzo 2013


È puro, semplice e nobile spirito di giustizia quello che conduce alla punizione dei Proci da parte di Ulisse; con i principi usurpatori del trono vacante massacrati senza pietà? O è forse il cedimento dell’eroe al comprensibile ma sproporzionato gusto per una vendetta a lungo sognata? Confine sottilissimo quello tra il rispetto della legge e la sua privata prevaricazione: un tema che, dall’antichità ai giorni nostri, non smette di porre inquieti interrogativi.

Riflessioni che si fanno pagina di teatro civile grazie ad un nuovo incontro del ciclo di Ulissi, il viaggio con cui il Piccolo fa di Milano palcoscenico per una odissea mentale e culturale. Diversi i punti della città ad accendersi per spettacoli, dibattiti e incontri; ispirati dalle tematiche proprie del classico omerico, riadattate e cucite sulla pelle di situazioni ed esperienze contemporanee. Conferma della stringente attualità di un personaggio senza tempo.

Della percezione del diritto e delle pieghe anche contrastanti che può prendere la sua applicazione si discute, naturalmente, nella sede solenne del Palazzo di Giustizia: è lo stesso presidente del tribunale meneghino, Livia Pomodoro, a fare da padrona di casa; con lei, per un confronto vivissimo e stimolante, l’avvocato della Cassazione Salvatore Scuto, la storica Eva Cantarella e Piero Colaprico, giornalista specializzato in cronaca giudiziaria.

A legare tra loro i diversi interventi la voce intensa di Massimo Popolizio, tra i più amati interpreti del teatro italiano: la sua interpretazione di brani dell’Odissea, selezionati con cura tra quelli che maggiormente pongono quesiti in ordine all’etica e alla morale, sa costruire intriganti connessioni tra passato e presente. Svelando come certi istinti e certe riflessioni sono insiti nella storia dell’uomo, a prescindere dal fluire ininterrotto dei secoli.