Il corpo delle donne. Tra arte e moda

4 Novembre 2013


Negato, violato, ferito, umiliato. La cronaca restituisce con drammatica tempestività storie di ordinaria prevaricazione, che vedono le donne – il loro corpo – vittime impotenti dell’orrore, di una strisciante barbarie quotidiana. Un inno alla più orgogliosa e matura femminilità la nuova puntata di Vogue Masters, serie che grazie alla collaborazione tra la redazione di vogue.it  e Bulgari incontra i più grandi creativi del presente. Guardando, questa settimana, ai modi con cui l’arte contemporanea sa raccontare l’universo femminile.

Ha preso un’immortale icona di bellezza, Venere simbolo della statuaria classica, e l’ha posta ad attonita guardia di una montagna di stracci: riflessione sarcastica sulla distanza tra l’estetica sublimata dall’arte e la sfera del contemporaneo, così come viene vissuta dalla società dei consumi. Michelangelo Pistoletto condivide con il pubblico di Sky Arte HD la propria visione del corpo femminile, partendo dalla scelta – altamente simbolica – di sostituirlo al celebre uomo vitruviano di Leonardo.

Anche Vanessa Beecroft pone la femminilità come fulcro attorno cui ruota il proprio universo creativo. Le sue intense performance vedono la costante presenza di splendide modelle: congelate in pose di sublime resa plastica, suggerendo uno scarto emotivo impressionante tra l’estetica della forma e la sostanza di un messaggio che mette in crisi lo stesso rapporto con il bello. In una critica pungente alla mercificazione della donna.

Contro la leggerezza che fa del corpo un vuoto simulacro si schiera anche Miles Aldridge, tra i più importanti fotografi di moda in attività. I suoi scatti magnetici sanno spogliare la modella del ruolo degradante di gruccia animata, come a volte viene considerata dagli stilisti, per riconsegnarla alla purissima dignità di protagonista dell’intero sistema. Non più satellite all’interno di un universo che ruota secondo leggi imperscrutabili, ma stella più fulgida e brillante.

La curiosità – Dalla riflessione puramente artistica alla creazione di modelli virtuosi che possono suggerire vere e proprie piccole rivoluzioni. Michelangelo Pistoletto conduce da circa dieci anni, all’interno della sua “factory” biellese, il progetto Cittadellarte Fashion B.E.S.T., volto a ideare nuovi percorsi di sostenibilità bio-etica nel campo della moda. Arrivando nel 2010 a disegnare una collezione sperimentale di abiti a impatto zero.