Il corpo raccontato da Daniel Pennac

24 Settembre 2013


Viene considerato la più straordinaria invenzione della natura, punto di convergenza per meccaniche di sublime e magica complessità. È fin dalla più remota antichità oggetto di indagine da parte di artisti e filosofi, intellettuali e pensatori: è stato esaltato e frustrato, decantato e sezionato, onorato e svilito, sognato e – in almeno mille modi diversi! – trasformato. Senza mai perdere la sua carica di fascino.

Cinque puntate, altrettanti ospiti speciali per osservare secondo linguaggi e coni ottici differenti i misteri de Il corpo. Visto come terreno dove misurare le più difficili ma esaltanti sfide alle leggi della natura, raccontato come soggetto privilegiato per la speculazione di artisti e scrittori; messo letteralmente a nudo dalla cronaca più spietata. Carne, muscoli, nervi: scatola meravigliosa dove albergano sogni, paure e speranze.

Ad aprire le danze è Daniel Pennac, che racconta il corpo attraverso la letteratura. Ponendo come modello interpretativo il proprio personalissimo filtro, fatto di esperienze e riflessioni attorno alla morte: il corpo diventa feticcio e simulacro, banco di prova dove si misura la più atavica delle paure. Un processo di costruzione preciso e rigoroso, quasi la voce dello scrittore stia tessendo una trama, annodando i fili della memoria e cucendo tra loro brani di vita.

Tutto ruota attorno a Storia di un corpo , romanzo in forma di diario che vede l’autore annotare a beneficio della figlia Lison le tappe fondamentali della propria vita. Seguendo esclusivamente sensazioni corporee: costruendo una memoria fatta di odori e sapori, rubricando l’innamoramento e la gioia della paternità come intense scariche di adrenalina. Una narrazione teatralizzata da Pennac in modo incredibilmente coinvolgente, alternando letture a illuminanti divagazioni.   

La curiosità – Figlio di un militare in carriera, nato per caso in Marocco è diventato ben presto cittadino del mondo: vivendo in Africa e sud-est asiatico, Brasile e Provenza. Daniel Pennac è registrato all’anagrafe con il cognome Pennacchioni: eredità di un nonno corso, ma di evidenti e inoppugnabili origini italiane.