Il design delle piccole cose

18 aprile 2013


Esclusivo, elitario, lontano dalla vita quotidiana dei più; costoso, inarrivabile, inaccessibile. Così viene spesso percepito l’oggetto di design, al pari del capo griffato o dell’eccellenza da boutique gastronomica. Una nuova rivoluzionaria puntata di DE.SIGN mira a dimostrare l’esatto contrario, svelando come la creatività possa essere a servizio della collettività; con progetti dall’alto valore sociale, grazie a intuizioni che guardano al bene comune.

Dalla Design Academy di Eindhoven, tra i più prestigiosi spazi internazionali per l’alta formazione fino a Milano, nella sede della fondazione che ricorda l’estro eccezionale di Achille Castiglioni: un viaggio nel tempo e nello spazio, individuando idee e personaggi che hanno saputo – e sanno ancora oggi – pensare in modo trasversale, immaginare soluzioni a portata di chiunque. Come nel caso di Roberto Giolito, “papà” di Fiat 500L e Vice President Design Center di Fiat Group Automobiles EMEA, che racconta l’evoluzione di un modello simbolo dell’industria dell’auto.

C’è l’ecologia tra i capisaldi di Mathieu Lehanneur, ideatore di progetti improntati alla più limpida e ammirevole sostenibilità; Gian Piero Piretto, docente di letteratura e cultura russa, apre invece gli album della memoria evocando le ingenue ma funzionali invenzioni spontanee frutto dell’economia reale di epoca sovietica: quando l’arte di arrangiarsi era arte nel senso letterale del termine.

Costa pochi euro e permette, acquistandola , di sostenere progetti umanitari nei luoghi più poveri del mondo: un prodigio della tecnologia Little Sun, la torcia a energia solare dell’artista islandese Olafur Eliasson; un’intuizione futuribile, come quelle preconizzate da Roberto Vacca: fantascientifico romanziere, ingegnere e matematico, figura che sa immaginare con lucidità il mondo di domani.