Il fascino europeo di una diva di Hollywood

25 Maggio 2015

Greta Garbo

Tra le Vite da Star celebrate nell’omonima serie in onda sul nostro canale, non poteva mancare la biografia di una delle più popolari dive del cinema hollywoodiano in bianco e nero: Greta Garbo, non a caso soprannominata La Divina.
Stasera, in prima visione, scopriremo talenti e personalità di un’attrice che ha saputo mettere a frutto il suo fascino “esotico”, da misteriosa europea tanto diversa dal tipo statunitense, al punto da riuscire ad avere successo tanto nell’era del muto che del cinema sonoro.

Nata in Svezia agli inizi del Novecento, Greta Lovisa Gustafson – questo, il suo nome all’anagrafe – si convince a intraprendere la carriera di attrice a Hollywood solo per le insistenze di Mauritz Stiller, che l’aveva diretta in un film agli esordi.

Negli anni del cinema muto, lo sguardo di Greta Garbo è ancor più uno strumento espressivo attraverso il quale l’attrice è capace di affascinare il grande pubblico e non solo quello: uno dei guru del make-up a livello mondiale, Max Factor, arriva a dichiarare che niente di quello che offriva alla clientela avrebbe mai potuto uguagliare gli occhi profondi e le lunghe ciglia della diva.

A dispetto dei suoi stessi timori, con l’avvento del sonoro Greta Garbo non perderà neppure un briciolo di fascino. Anzi, proprio in questa seconda “era cinematografica” l’attrice interpreta alcuni dei suoi ruoli più celebri, in film quali Grand Hotel (1932) e La regina Cristina (1933).