Il fascino senza tempo di Pompei

24 dicembre 2014


È uno tra i punti più affascinanti d’Italia, da sempre capace di esercitare una sorta di magico magnetismo nei confronti di viaggiatori e turisti. Pompei rappresenta una delle ideali cartoline del Bel paese: è all’ombra delle sue spettacolari rovine che Sky Arte HD sceglie di festeggiare il Natale. Con due appuntamenti che ci dimostrano come questo luogo straordinario sia grado di abbattere le barriere del tempo e catapultarci in una atmosfera unica.

Si parte con la puntata di Sette Meraviglie, serie che passa in rassegna alcuni tra i tesori d’Italia definiti dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, dedicata alla ricchissima area archeologica campana. Mostrata attraverso una visuale mai offerta prima, colta grazie all’uso di droni e avveniristiche tecnologie 3D: per un tuffo nella città così come appare oggi, ovvero così come era nel 79 d.C.

Ad accompagnarci in un viaggio dall’alto tasso di suggestione ecco i viaggiatori, gli avventurieri e gli intellettuali che nei secoli hanno avuto occasione di perdersi tra le sue strade e i suoi tesori: ci guidano per i vicoli e le piazze della Pompei antica le parole di Goethe e Leopardi, Dickens e Dumas. Ma anche quelle di Wolfgang Amadeus Mozart. Il passaggio del genio di Salisburgo offre l’assist ideale per l’evento che chiude la serata, portandoci in clima da… classica!

Cornice inedita e spettacolare quella del Teatro Grande per La Bohéme di Giacomo Puccini, eseguita dagli Orchestrali del Teatro Bellini di Catania diretti da Alberto Veronesi. Un cortocircuito seducente quello che trasporta la Parigi dell’Ottocento in un contesto nato per le commedie plautine, con i vezzosi costumi delle cocotte  a volteggiare là dove un tempo sfilavano tuniche e stole. Anche questa, in fondo, è magia. Anche questa è Pompei.

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La curiosità – Il tribuno Appio è geloso dell’amore tra il magistrato Sallustio e Ottavia, così ordisce un intrigo perché la donna venga accusata ingiustamente e condannata a morte proprio dal rivale. Andranno a buon fine i suoi tremendi scopi? La risposta nel finale de L’ultimo giorno di Pompei  opera lirica composta nel 1825 da Giovanni Pacini e ambientata in quel fatidico 79 d.C.


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