Il gran rifiuto di Joaquin

15 Gennaio 2014


Gennaio 2009. Nel salotto newyorchese del David Letterman Show , il più celebre talk della televisione americana, si accomoda Joaquin Phoenix: una star osannata dal pubblico e incensata dalla critica, invitata a presentare il suo ultimo lavoro per il grande schermo. Ultimo in ordine di tempo ma anche, confessa l’attore, ultimo in assoluto. Phoenix annuncia di voler lasciare per sempre il cinema per dedicarsi ad una insospettabile carriera di cantante hip-hop.

La notizia spiazza il mondo di Hollywood, creando reazioni fortissime. Le stesse generate, circa un anno dopo, all’uscita nelle sale di Io sono qui. Tutto uno scherzo, una burla, un gioco messo in scena per smascherare i meccanismi seducenti ma perversi dello show-business; una straordinaria avventura ideata da Casey Affleck, regista di un documentario che gioca sapientemente sul confine tra realtà e finzione.

Nessuno sa che l’attore ha accettato di oltrepassare il confine che separa la persona dal personaggio, accettando di trasformare la sua vita privata in un set cinematografico; modellandola, plasmandola a seconda delle esigenze di un copione assurdo e visionario. Cantante hip-hop? A Phoenix non passa nemmeno per l’anticamera del cervello la possibilità di cambiare in modo così radicale la sua attività. Finge, in favore di telecamera, per mostrarci i lati più oscuri dell’industria dello spettacolo.

Un mockumentario trascinante e coinvolgente quello firmato da Affleck, che si fregia della partecipazione di altre grandi stelle: da Ben Stiller a Bruce Willis, passando per Jack Nicholson. Tutti chiamati a interpretare se stessi, dando voce alle profonde riflessioni sul proprio ruolo e sul proprio mestiere che la scelta del collega – per quanto fasulla – innesca. Mai scherzo, in fondo, fu tanto serio.

La curiosità – Dal cinema all’hip-hop e viceversa. Ma questa volta per davvero! Se il cambio di carriera per Joaquin Phoenix è tutto una farsa non si può dire altrettanto per Mark Wahlberg, candidato all’Oscar per The Departed  di Scorsese, apprezzato protagonista di film come The Fighter . Nel 1991, appena ventenne, si fa notare proprio come rapper: con lo pseudonimo di Marky Mark guida i suoi Funky Bunch alla conquista del disco di platino.