Il mistero Marilyn. Relazioni pericolose

6 Marzo 2014

Marilyn Monroe

Un’inarrivabile icona di bellezza, simbolo senza tempo della quintessenza della femminilità. Conturbante, affascinante, fatale. Ma al tempo stesso fragile, complessa, difficile. Intrigante mistero quello su cui indaga Marilyn – Last Session, intenso documentario che cerca verità nascoste, tentando di ricostruire fedelmente le tensioni emotive della più grande diva di tutti i tempi. Marilyn Monroe: condannata alla perfezione.

Mai fugate le nubi che circondano la prematura scomparsa dell’attrice, trovata senza vita nella propria casa di Los Angeles esattamente mezzo secolo fa. La presenza nel suo sangue di ingenti quantità di barbiturici ha spinto le autorità  rubricare l’accaduto come “presunto suicidio”: la ricerca spasmodica delle fonti, l’analisi accurata degli indizi, tenta di dare solidità a quella presunzione. O a suggerire nuove e scottanti verità.

Testimonianza imprescindibile quella di Ralph Greenson, l’ultimo psicanalista di Marilyn: le sue rivelazioni raccontano il tormento di una donna incapace di gestire la propria esplosiva bellezza; paradossalmente timida, turbata dal rapporto con gli ammiratori. Difficoltà nei rapporti umani che nascono da lontano, dall’irrisolto complicato rapporto con la figura materna: una sete d’amore inestinguibile quella di Marilyn. E mai del tutto saziata.

Figura duplice, Marilyn: sicura di sé, apparentemente. In realtà profondamente contraddittoria. Al pari di quella John Fitzgerald Kennedy, il presidente degli Stati Uniti a cui il gossip l’ha da subito avvicinata: segue la puntata di Vite da star dedicata all’attrice, allora, I Kennedy – Storia di una famiglia. Inedito diario della dinastia che ha segnato l’ultimo secolo della storia americana, redatto grazie al ricordo delle più discrete ma fedeli testimoni di quegli avvenimenti. Le tate dei piccoli Kennedy.