Il mondo segreto di Peter Gabriel

13 Novembre 2012


Più che un musicista sembra un cuoco, per la sua capacità di miscelare i ritmi speziati della musica etnica e quelli robusti della sana tradizione rock; gli aromi dolci del pop e le ardite novità dell’elettronica. Da oltre quarant’anni la parola d’ordine di Peter Gabriel è: sperimentare. Generi e suggestioni diverse, figli di culture tra loro lontane, unificati grazie al potere universale di una musica trascinante. Che pulsa su Sky Arte HD in un live indimenticabile.

Il feeling tra Peter Gabriel e l’Italia va oltre la riconoscenza e il debito di una star nei confronti di un pubblico per definizione affettuoso. Perché è stata l’Italia a riconoscere, tra i primi paesi al mondo, la portata straordinaria dei suoi Genesis; ed è stata l’Italia ad accogliere a braccia aperte i suoi esordi come solista. È l’Italia, dunque, il teatro migliore per registrare il suo “Secret World”. Modena, novembre 1993: un’atmosfera indimenticabile.

In scaletta pezzi che hanno segnato la carriera del Gabriel post-Genesis: da “Steam” a “Digging in the Dirt”, passando per “Sledghammer” e, ovviamente, una lussuosa interminabile versione di “Secret World”. Ma anche brani che nascono dalla collaborazione con altri artisti di livello assoluto: c’è la mano dei Police di Sting dietro ad “Across the River”, mentre “Shaking the tree” èm il risultato della fruttuosa collaborazione con Youssou N’Dour.

Ma il vero deus ex machina di “Secret World” è l’eclettico Robert Lepage, regista istrionico e visionario, che disegna per il live una scenografia mai vista prima. Due palchi circolari uniti da un tapis roulant, su cui scorrono strumenti e musicisti; botole e passaggi segreti che fanno materializzare e scomparire i protagonisti dello show; proiezioni in multi visione: uno autentico spettacolo nello spettacolo.