Il passato è presente al MAXXI, con Maurizio Nannucci

14 Luglio 2015

MAXXI_MAURIZIO NANNUCCI foto Musacchio & Ianniello

A Roma, il museo per eccellenza votato all’arte contemporanea schiude le porte a un grande maestro del Novecento italiano, dedicandogli una mostra che ne ripercorre la straordinaria carriera, tuttora in pieno fermento. È Maurizio Nannucci il protagonista dell’estate targata MAXXI, con una corposa rassegna curata da Bartolomeo PIetromarchi dall’emblematico titolo Where to start from.

Nell’approfondimento in onda stasera, le telecamere di Sky Arte HD accompagneranno gli spettatori in un emozionante viaggio tra le sale del museo – alla scoperta della storia artistica di un riferimento per intere generazioni creative. Dagli anni Sessanta a oggi, la passione di Nannucci per il rapporto tra arte, immagine e linguaggio è infatti rimasta immutata – divenendo nel frattempo sempre più attuale – e si riflette nelle due opere inedite realizzate per l’occasione: l’opera sonora interattiva Sound Samples e la grandiosa More than meets the eye, che domina la facciata dell’edificio.

Da sempre avvezzo all’uso di strumenti capaci di stimolare la percezione – come neon, video, suono – l’artista fiorentino, classe 1939, si conferma autore di una vicenda stilistica coerente, giocata sull’interazione tra opera, contesto architettonico e paesaggio urbano.
Lavori storici, anticipatori di tendenze future, punteggiano gli ambienti espositivi: i Dattilogrammi del 1964-65 e Alfabetofonetico del 1967 trovano eco in Anthology, fatto di testi e concetti in continuo aggiornamento, confermando l’attenzione di Nannucci al potere del linguaggio.

Anche le oltre cento edizioni di multipli, prodotte dagli anni Sessanta ai nostri giorni, restituiscono l’idea di una pratica artistica fatta di interazione e grande spirito critico verso le componenti della realtà. L’apertura all’oggi e il rifiuto di confini disciplinari ferrei hanno reso Maurizio Nannucci un interlocutore ideale per i grandi nomi dell’architettura internazionale – tra cui Renzo Piano, Mario Botta e Nicolas Grimshaw – e una personalità che non smette di reinventarsi, in risposta alle istanze del presente.