Questa è storia!

29 Gennaio 2015

Giuseppe Verdi - Il resto è storia

Un minuto, un personaggio, una storia che è assieme pubblica e privata. Questa l’idea alla base del nuova produzione firmata Sky Arte HD, il programma Il resto è storia in partenza questo venerdì alle 21:05. Un episodio a settimana, realizzato dall’illustratore Lorenzo Petrantoni in esclusiva per il canale Sky dedicato all’arte in tutte le sue forme.

La storia assume appunto una forma inedita, avvincente e nel contempo istruttivo, grazie a questo format dalla grafica che vi conquisterà. Ogni venerdì esordirà una clip di 60 secondi, a cui corrisponderà un personaggio che ha fatto grande la sua arte. Ma cosa è mai possibile raccontare in un minuto? Molto, moltissimo, più di quanto si creda: Il resto è storia avrà modo di sorprendere anche i nostri spettatori più informati, raccontando proprio quegli aneddoti ed episodi che avremmo voluto sempre conoscere.

Venerdì 30 gennaio cominceremo con lo scoprire Giuseppe Verdi, impegnato nella genesi del suo Nabucco. Proveniente da un’umile classe sociale, Verdi non dubitò mai della possibilità di coronare il suo sogno, e dedicare la propria vita alla composizione di opere liriche. Se è diventato il più celebre compositore italiano di tutti i tempi, con un repertorio eseguito a più riprese nei più prestigiosi teatri del mondo intero, dobbiamo ringraziare la dedizione e il desiderio di apprendere che Verdi ha dimostrato sin dall’adolescenza.

Nel nostro approfondimento animato, però, incontreremo Verdi in un momento così critico, che egli sta addirittura pensando di abbandonare la lirica. Attanagliato dal dolore per la scomparsa di tutta la sua famiglia – due figli ancora bambini e la loro madre, Margherita – è ormai incapace di concentrare le sue migliori energie nella creazione artistica. L’impresario Bartolomeo Merelli gli ha persino consegnato un libretto di soggetto biblico, che Verdi non ha neppure aperto. Una sera, però, l’occhio gli cade sulle pagine del Va, pensiero: un testo che lo scuote nel profondo, costringendolo suo malgrado a musicarlo la notte stessa. Il resto è storia.

La curiosità – Nonostante l’indefessa volontà dimostrata, non sempre la sorte arrise a Giuseppe Verdi. Il Conservatorio di Milano che oggi porta il suo nome, per esempio, non lo ammise come studente, dopo che il giovane di Busseto si era trasferito in città per approfondire le sue competenze musicali.