Il tempo di un caffè. Con Stones e Stereophonics

12 febbraio 2013


Vai a trovare un amico, giusto il tempo di una veloce chiacchierata. Davanti a una buona tazza di caffè. Poi spunta fuori una chitarra, la conversazione prende piede. E le tazze di caffè diventano due, tre, quattro. Lasci quella casa un paio di giorni dopo, al termine di un fine settimana da incorniciare: passato a discutere di rock e dintorni, tra una jam session e l’ascolto di pezzi che hanno fatto la storia della musica.

Cose che capitano se il tuo ospite è uno dei chitarristi dei Rolling Stones: un lungo week-end di passione quello al centro di una nuova puntata di The Ronnie Wood Show, trasposizione tv del programma radiofonico con cui Ron Wood ha rivoluzionato il modo di comunicare la musica. Ad accomodarsi nel suo studio di registrazione, set caldo e accogliente, è Kelly Jones, leader dei britannici Stereophonics.

Due generazioni di rock a confronto, due stili tra loro diversi ma egualmente affascinanti: le profonde venature blues degli Stones offrono spunti creativi all’articolata visione dei colleghi più giovani, abili a mescolare in parti uguali pop e folk, rinfrescando ulteriormente il brit-rock. Kelly Jones rievoca quell’incredibile fine settimana passato a casa Wood, suonando e cantando – con la complicità dell’intramontabile Ronnie – i pezzi che hanno contribuito alla sua formazione di artista.

Si spazia dalla seducente voce soul di Otis Redding ai ritmi southern degli energici ZZ Top, passando per i virtuosismi di Eric Clapton e finendo, naturalmente, per un assaggio dei brani più amati degli Stereophonics. Su tutti l’indimenticabile “Maybe Tomorrow”, il più celebre singolo della band, maggiore vetta compositiva toccata da Kelly Jones. Che si confida in una intervista a ruota libera. Rinfrancato dal tepore di un caffè.