Il tesoro rubato del faraone

12 marzo 2013


È un vero e proprio mastino Dick Ellis. Fiuta la sua preda, si getta all’inseguimento e non molla la presa fino a che non ha raggiunto il suo obiettivo. Assicurare alla giustizia chi lucra illecitamente sull’arte: rubando, trafugando e rivendendo; creando falsi in grado di mettere in crisi anche i più esperti intenditori d’arte. Un nuovo caso si profila all’orizzonte per l’integerrimo capo dell’unità di arte e antichità di Scotland Yard. Un episodio che ha dell’incredibile.

È una richiesta sospetta quella che arriva negli uffici del British Museum, tra le istituzioni internazionali più autorevoli nello studio delle antichità. Un privato chiede la decifrazione di un papiro che sembra risalire all’Antico Egitto: un pezzo che gli esperti del museo non faticano a riconoscere come ben noto all’ambiente dell’archeologia. Già studiato, tradotto, catalogato. In nessun modo mai associato al proprietario che ora ne rivendica il possesso.

Dalle nebbie di Londra alle sabbie della piana di Saqqara: missione impegnativa per L’arte del furto, serie che segue le indagini sui più incredibili colpi messi a segno ai danni di musei e collezioni private. In questa puntata il racconto segue da vicino l’impresa del dipartimento della polizia britannica guidato da Dick Ellis, sulle tracce dei criminali che hanno saccheggiato uno tra i più preziosi giacimenti di antichità egizie.

A portare il proprio contributo alle indagini e, oggi, al racconto di quell’inchiesta dai retroscena oscuri, esperti e uomini di cultura di caratura internazionale: ecco Zahi Hawass, tra i maggiori esperti al mondo di antichità egizie; ed ecco il celeberrimo antiquario londinese David Gill. Il lavoro di Scotland Yard procede incessante, con missioni nei lugubri tuguri delle piramidi: fino alla scoperta della più incredibile e sconvolgente delle verità.